Legge di bilancio saltano tagli personale e sconto libri digitali
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La gestazione della Legge di Bilancio 2027 si sta trasformando in un vero e proprio ottovolante per il mondo della scuola. Tra bozze filtrate, mobilitazioni di piazza e pressing delle lobby editoriali, le norme destinate a governare l'istruzione pubblica stanno infatti vivendo ore decisive nel passaggio da Palazzo Chigi alle aule parlamentari.

A dominare la scena, in particolare, è doppio dietrofront, ma dal sapore opposto: da una parte si sta facendo strada un ripensamento dell'Esecutivo sui discussi tagli agli organici, annunciata dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sotto la spinta delle proteste di sindacati e studenti; dall'altra si assiste la retromarcia sullo sconto del 50% per l'acquisto di libri di testo digitali, depennato dal testo dopo la levata di scudi di editori e librai, nonostante il plauso delle famiglie.

Indice

  1. Via i tagli a quasi 7 mila tra cattedre e personale ATA
  2. Salta anche la norma sugli e-book per la scuola a metà prezzo
  3. L'iter in Parlamento: il nodo delle risorse

Via i tagli a quasi 7 mila tra cattedre e personale ATA

Sul primo punto, l'allarme era scattato all'uscita delle prime bozze della manovra finanziaria, in cui compariva la sforbiciata a quasi 5mila posti da docente e oltre 2mila unità di personale ATA, per un totale di circa 7mila tagli complessivi agli organici scolastici.

Una misura che ha immediatamente innescato una pesante protesta sindacale - con il sit-in dei sindacati FLC CGIL, CISL, UIL e SNALS e le assemblee proclamate nelle scuole - e la mobilitazione degli studenti in vista dello sciopero studentesco del 20 novembre.

Messo “sotto accusa” anche durante l’ultimo Question Time alla Camera, il Ministro Valditara ha respinto l'accusa di voler de-finanziare la scuola, parlando piuttosto dei tagli precedenti al personale stabiliti dal governo Draghi - con l'allora Ministro Bianchi responsabile di oltre 10 mila esuberi - e rivendicando un aumento strutturale delle risorse per l'istruzione pari al 13,1% rispetto al 2022, con oltre a 206.000 assunzioni di personale già effettuate.

In ogni caso, di fronte al rischio di una paralisi del settore, l’attuale inquilino di Viale Trastevere ha aperto ufficialmente alla marcia indietro, con una promessa solenne: "Intendiamo lavorare affinché durante l’iter parlamentare della legge di bilancio la misura del taglio possa essere eliminata".

L'annuncio non ha però fermato lo scetticismo degli studenti. La Rete degli Studenti Medi del Lazio, ad esempio, ha commentato duramente l’accaduto: "È sconcertante che il Ministro si renda conto a posteriori di un taglio previsto nella legge di bilancio. Pretendiamo - sottolineano i rappresentanti degli studenti - la cancellazione dei tagli alle cattedre e al personale ATA con un intervento immediato del Governo, senza rinfocolare vane speranze parlamentari", contestando anche l'incremento di finanziamenti per le scuole paritarie private rispetto a quelle statali.

Salta anche la norma sugli e-book per la scuola a metà prezzo

Passando al secondo grande tema sul tavolo, se il dietrofront sui tagli sta tentando di spegnere le proteste del personale scolastico, la questione dei testi scolastici va nella direzione opposta, rischiando invece di penalizzare i protagonisti del mondo scuola, in particolare i genitori.

In tanti avevano mostrato apprezzamento quando, nella primissima bozza della Manovra, era comparsa una norma fortemente innovativa pensata per contrastare il caro-libri: l'obbligo per le case editrici di offrire le edizioni digitali (e-book) dei titoli per scuola e universitari a un prezzo ridotto almeno del 50% rispetto alla versione cartacea. Una misura richiesta a gran voce dalle associazioni dei consumatori e dalle famiglie per ammortizzare le centinaia di euro necessarie ogni settembre per assemblare la “lista” dei volumi.

La proposta, però, ha provocato l'immediata levata di scudi da parte dell'AIE (Associazione Italiana Editori) e dell'ALI (Associazione Librai Italiani), che hanno denunciato il rischio di "un devastante impatto economico sull'intera filiera dell'editoria e sulla rete delle librerie fisiche", sostenendo che la produzione del contenuto digitale comporti comunque costi fissi elevati, nonché risvolti negativi sulla rete di vendita.

Così, sotto il pressing del settore editoriale, i partiti di maggioranza hanno ceduto: la norma dello sconto del 50% è stata stralciata dall'iter parlamentare di conversione in legge della Manovra. Per le famiglie italiane, dunque, nessun sollievo economico sulle spese per il corredo scolastico digitale.

L'iter in Parlamento: il nodo delle risorse

Le prossime settimane saranno decisive per verificare la tenuta di questi impegni. Se l'eliminazione dello sconto sui libri digitali appare ormai blindata dal parere favorevole di maggioranza e opposizione alla filiera editoriale, l'emendamento per cancellare i tagli al personale scolastico dovrà trovare adeguata copertura finanziaria all'interno dei saldi di bilancio.

La partita della scuola resta dunque apertissima: tra il tentativo di evitare un nuovo autunno di scioperi e le rimostranze dei genitori in difficoltà, il Parlamento si appresta a varare una legge di stabilità in cui l'istruzione pubblica continua a oscillare tra promesse di rilancio e vincoli di bilancio.

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