I lavori più pagati - Osservatorio JobPricing

Non tutte le porte del mercato del lavoro nascondono lo stesso tesoro: alcune si confermano ai vertici per stipendi, altre stanno accelerando a ritmi inaspettati, altre ancora sono in sofferenza. Se, ad esempio, storicamente la Finanza e l'Ingegneria dominano la classifica delle retribuzioni più generose, oggi le vere sorprese arrivano da comparti come l'Edilizia, la Metallurgia e l'industria dell'Hotel e Ristorazione, che stanno segnando i tassi di crescita salariale più alti dell'intero mercato. Mentre chi opera nell’Agricoltura difficilmente può sognare in grande.

Per un giovane alle prese con la delicata scelta del percorso post-diploma o per un neolaureato pronto a inviare i primi curriculum, sapere in quale direzione guardare può fare un'enorme differenza dal punto di vista economico.

Il livello retributivo di un lavoratore, infatti, non dipende unicamente dal suo talento o dal suo titolo di studio, ma è profondamente legato al settore di attività in cui decide di operare. A scattare questa preziosa fotografia per l'orientamento di chi è appena uscito dalla scuola e sta cercando la propria strada (o semplicemente sta per entrare nel mondo del lavoro) è il Salary Outlook 2026 redatto dall'Osservatorio JobPricing, che ha stilato una vera e propria classifica delle "Industry", analizzandone le Retribuzioni Annue Lorde (RAL).

Come segnala un approfondimento del report effettuato dal portale Skuola.net, ne emerge un panorama dominato da forti squilibri, dove chi sceglie le filiere tecnologiche o finanziarie parte con un vantaggio competitivo quasi incolmabile rispetto a chi si inserisce nel settore primario o nei servizi alla persona.

Indice

  1. Le miniere d'oro: il dominio delle specializzazioni
  2. I settori in affanno e la penalizzazione delle competenze generiche
  3. Le sorprese dei trend: chi corre e chi frena
  4. Una questione di "sistema": perché il settore fa la differenza

Le miniere d'oro: il dominio delle specializzazioni

Scorrendo la mappa retributiva tracciata dall’Osservatorio, la vetta della classifica assoluta è occupata stabilmente, ormai da tempo, dai settori che richiedono competenze altamente specializzate. Il gradino più alto del podio spetta incontrastato al comparto delle Banche e dei Servizi Finanziari, che garantisce ai propri dipendenti una RAL media di ben 48.259 euro. Subito dietro si piazza l'Ingegneria, un settore cruciale per lo sviluppo industriale, con una retribuzione media di 44.033 euro.

La soglia psicologica dei 40mila euro di RAL media viene superata agilmente anche da altri tre pilastri dell'economia moderna: le Telecomunicazioni (41.914 euro), il comparto Farmaceutico e delle Biotecnologie (40.906 euro) e il redditizio settore dell'Oil & Gas (40.134 euro). Questo rende chiaro ed evidente come il mercato del lavoro italiano, oggi, sia disposto a pagare a peso d'oro le figure inserite in filiere ad alto tasso di innovazione e tecnologia.

I settori in affanno e la penalizzazione delle competenze generiche

All'estremo opposto della classifica si trovano invece quei settori nei quali, purtroppo, la quota di occupazione altamente qualificata è più contenuta e in cui prevalgono professionalità considerate dal mercato come più "generiche". Il fanalino di coda assoluto è rappresentato dall'Agricoltura, Allevamento e Silvicoltura, dove la RAL media si ferma a un modesto 26.640 euro.

Ma a soffrire sono anche ambiti che impiegano centinaia di migliaia di giovani. I Servizi alla Persona si fermano a 28.013 euro medi, mentre il vastissimo mondo di Hotel e Ristorazione non va oltre i 28.344 euro di RAL. Anche chi lavora nel Turismo e Viaggi (29.796 euro) o nell'Edilizia (29.863 euro) si ritrova a fare i conti con buste paga che, in media, restano ben al di sotto della soglia dei 30mila euro annui.

Le sorprese dei trend: chi corre e chi frena

Fin qui lo stato delle cose attuale, in valore assoluto. Se, però, andiamo a guardare le dinamiche di crescita, le tendenze in corso in questo momento storico regalano sorprese inaspettate. Analizzando le variazioni di retribuzione dal 2015 a oggi, scopriamo un vero e proprio paradosso: il settore cresciuto di più nell'ultimo decennio è proprio quello di Hotel e Ristorazione, che ha segnato un clamoroso +26,3% sul “fisso”, seguito dall'industria del Legno (+19,4%) e dalla Moda e Lusso (+18,1%).

Di contro, la ricca industria Farmaceutica, pur garantendo stipendi ancora notevoli, nell’ultimo decennio ha visto le sue retribuzioni praticamente congelate, con una crescita pressoché inesistente, dello 0,6%.

Se, invece, stringiamo l'obiettivo sull'ultimo anno (il divario tra il 2024 e il 2025), a trainare la crescita degli stipendi è stata l'Edilizia e Costruzioni (+5,4%), seguita dalla Metallurgia e Siderurgia (+5,2%), a dimostrazione di come alcuni comparti industriali e cantieristici stiano cercando di attrarre nuova manodopera a suon di rilanci economici.

Una questione di "sistema": perché il settore fa la differenza

Ma per quale motivo la "carta d'identità" di un'azienda pesa così tanto sullo stipendio finale di chi ci lavora? La risposta richiede un ragionamento di sistema. Il livello retributivo non è dettato solo dalla bravura del singolo, ma dalla struttura stessa del comparto. I settori più ricchi sono quelli capaci di innovare, di accedere al mercato internazionale e di generare un'alta marginalità economica.

A questo si aggiunge un fattore demografico interno alle aziende: i settori in fondo alla classifica sono popolati da un esercito di lavoratori con inquadramenti bassi. Nell'Agricoltura o nell'Edilizia, ad esempio, la stragrande maggioranza della forza lavoro è inquadrata come operaio (con percentuali che vanno dall'80% al 94%), schiacciando la media generale verso il basso. Al contrario, nei Servizi Finanziari, la fetta di impiegati, quadri e dirigenti è enorme, con le posizioni apicali (quadri e dirigenti) che arrivano a pesare per oltre il 30% del totale.

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