
"Certo, sono lieto di scrivere un articolo che riassume il contenuto del vodcast di Skuola.net su come usare l’Intelligenza Artificiale alla Maturità 2026" (semicit.). E il momento è quello giusto, perché la corsa agli esami è già cominciata.
Sapevi che ChatGPT e Claude potrebbero essere l'arma in più nel tuo arsenale durante questo periodo di ripasso matto e disperatissimo in vista dell’esame di Maturità 2026? A patto di sapere esattamente come usarle, altrimenti rischi il disastro totale davanti alla commissione.
Immagina la scena: sei seduto davanti alla commissione d'esame, l'ansia è alle stelle, il commissario esterno ti fa una domanda di storia e tu, con totale sicurezza, ripeti una data o un dettaglio strampalato che la tua Intelligenza Artificiale preferita si è inventata di sana pianta la sera prima durante il ripasso.
E boom: è subito scena muta, o peggio, figuraccia.
Questo è il famigerato rischio delle allucinazioni dell'AI, quel momento in cui i modelli linguistici più famosi del mondo decidono che il cavallo bianco di Napoleone era, in realtà, rosso brillante.
Allora la domanda è: come si trasforma l'AI da potenziale "copia-incolla" a un alleato formidabile per lo studio? Come si evitano le trappole dei chatbot che inventano dettagli storici di sana pianta?
Per fare chiarezza su questo tema caldissimo, Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, ha intervistato nel vodcast #Sapevatelo il Professor Alfonso Benevento, docente presso l'Università Telematica Internazionale UniNettuno, un Ateneo che ha fatto della tecnologia di frontiera il suo marchio di fabbrica, arrivando a far discutere tesi di laurea nel metaverso già anni fa.
Ecco la guida definitiva, basata sull'esperienza dell'esperto, per usare i Large Language Models (LLM) come veri e propri personal coach per superare l'esame di Maturità.
Indice
- La metafora della palestra: l'AI è il peso, l'esame è la partita
- La scelta delle “armi”: perché dovresti usare Claude e ChatGPT insieme
- Step 1: progettare la presentazione dello studente (senza sembrare un robot)
- Step 2: il ripasso delle materie con la tecnica del contrario
- Il dramma delle allucinazioni: se l'AI dice che il cavallo di Napoleone era rosso
- I trucchi tecnici per non far "stancare" la macchina: token e chat separate
- L'ultimo miglio: lo specchio e il fattore umano
- Glossario dei termini
- 3 consigli pratici per gli studenti
La metafora della palestra: l'AI è il peso, l'esame è la partita
Il primo errore da evitare è pensare all'Intelligenza Artificiale come a un sostituto del cervello. Il Professor Benevento usa una metafora illuminante, perfetta per scardinare il divario tra l'approccio pigro (tipico di chi cerca scorciatoie) e l'approccio strategico:
"In palestra usi i pesi. Bene. Poi a un certo punto in partita non li usi. Nessuno ti dice 'non usare i pesi, non andare in palestra'. I pesi mi servono per prepararmi alla partita. L'intelligenza artificiale a casa mi serve per addestrarmi, per prepararmi, per aiutarmi proprio all'esame di maturità, alla parte orale e anche alla parte scritta. È un coach, un tutor, un allenatore."
L'obiettivo non è farsi scrivere il copione da recitare a memoria davanti ai professori. I commissari d'esame se ne accorgerebbero subito: i testi generati di default dalle AI tendono a essere piatti, standardizzati, privi di anima. L'obiettivo è usare la macchina per farsi trovare pronti a qualsiasi domanda a sorpresa.
La scelta delle “armi”: perché dovresti usare Claude e ChatGPT insieme
Il panorama delle AI è affollatissimo: ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot, Meta AI. Quale scegliere? La risposta dell'esperto non lascia spazio a dubbi: mai fidarsi di una sola voce. Il segreto per un ripasso a prova di bomba è il debunking incrociato.
Ogni modello linguistico è stato addestrato su dataset differenti e da esseri umani diversi, il che significa che ognuno ha i propri "bias" (pregiudizi o inclinazioni) e le proprie lacune. Mettere a confronto due piattaforme diverse permette di scovare l'errore o la risposta approssimativa.
Se si dovesse fare una selezione per lo studio della Maturità, l'accoppiata vincente in questo momento è composta da Claude (Anthropic) e ChatGPT (OpenAI). Il motivo? Hanno "personalità" e logiche differenti.
ChatGPT è programmato per essere estremamente compiacente con l'utente: cercherà spesso di darti ragione e di assecondare il tuo stile. Claude, al contrario, tende a essere più netto, distaccato e rigoroso, rendendo più difficile "farsi dare ragione" se si sta dicendo una fesseria.
Step 1: progettare la presentazione dello studente (senza sembrare un robot)
Il colloquio orale si apre spesso con un momento di presentazione, legato anche al Curriculum dello Studente e alle esperienze della Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO).
Chiedere all'AI "Scrivimi un discorso di presentazione" è il modo migliore per fare scena muta o sembrare un bot. La macchina non ha emozioni, non conosce i tuoi sforzi e non sa cosa ti fa battere il cuore.
Per costruire una presentazione magnetica, il Professor Benevento suggerisce una strategia in tre passaggi:
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Il contesto: spiega all'AI chi sei. Specifica la tua età, la scuola che frequenti, i tuoi interessi principali. Dai una cornice d'azione alla macchina.
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I materiali: non lasciare che l'AI attinga al "mare magnum" di Internet. Carica direttamente i tuoi documenti. Puoi fare l'upload del tuo Curriculum dello Studente scaricato dalla piattaforma Unica, inserire una sintesi della tua relazione sul PCTO o l'elenco dei libri che ti hanno davvero segnato negli ultimi tre anni.
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La traccia: chiedi esplicitamente all'AI di non scriverti un testo pronto, ma di fornirti tre sentieri diversi, tre tracce narrative (es. un approccio più narrativo e cronologico, uno focalizzato sulle competenze, uno basato su un filo conduttore tematico). Sarai poi tu a scrivere il testo finale, usando le tue parole e la tua emotività.
Step 2: il ripasso delle materie con la tecnica del contrario
Quando si passa allo studio matto delle singole materie (Italiano, Storia, Matematica, ecc.), interrogare l'AI chiedendo semplicemente "Parlami della Seconda Guerra Mondiale" è del tutto inefficace. Si ottiene un testo generico, fumoso e potenzialmente lontano dal programma svolto dalla tua classe.
Qui entra in gioco una delle tecniche didattiche più potenti abilitate dalle nuove tecnologie: la tecnica del contrario.
Invece di fare domande all'AI per farti dare le risposte, fai l'esatto opposto. Fornisci tu il contenuto alla macchina (i tuoi appunti, la sintesi di un capitolo o la foto di una pagina del libro) e scrivi un prompt di questo tipo:
"Ho studiato questo argomento. Adesso ti espongo il mio riassunto. Tu analizzalo e fammi tre domande a difficoltà crescente (facile, media, difficile) per testare la mia reale comprensione. Non darmi le risposte: attendi la mia replica e poi valutami."
In questo modo l'AI si trasforma nel professore più severo e puntuale del mondo. Ti costringe a elaborare il pensiero, a scrivere la risposta e a sottoporti a una correzione immediata.
Un altro esercizio utilissimo consiste nel caricare i propri appunti e chiedere all'AI di generare una mappa concettuale dell'argomento.
Una volta ottenuta, confrontala con la tua: se ci sono coincidenze, significa che hai centrato i punti chiave; se ci sono discrepanze, hai individuato immediatamente i tuoi punti deboli su cui tornare a studiare.
L'importanza del documento del 15 Maggio
Ogni classe ha la sua storia e ogni professore ha spiegato gli argomenti a modo suo. Per questo motivo, per rendere il ripasso davvero chirurgico, è fondamentale fare l'upload del Documento del 15 Maggio della propria classe (il testo ufficiale che elenca tutti i programmi effettivamente svolti).
Alimentando la chat con quel documento specifico, l'AI eviterà di farti domande su autori o capitoli che i tuoi professori non hanno mai spiegato, focalizzandosi solo su ciò che sarà realmente oggetto d'esame.
Il dramma delle allucinazioni: se l'AI dice che il cavallo di Napoleone era rosso
I Large Language Models sono predittori statistici di parole: non pensano nel senso umano del termine, ma calcolano quale sia la parola successiva più probabile in un contesto.
Questo meccanismo genera a volte le cosiddette allucinazioni, ovvero errori clamorosi spacciati dalla macchina con un tono di assoluta certezza e autorevolezza.
L'avvertimento del Professor Benevento è perentorio:
"Stiamo attenti alle famose allucinazioni. Mi dà una data? Confrontatela, verificatela. Mi dice che il cavallo bianco di Napoleone era rosso? Verificatelo, perché quelle sono allucinazioni che vi possono fare deviare.
In conclusione, non prendete per oro colato ciò che vi ha restituito, ma verificatelo. Qualcuno potrebbe dire: 'Ma questa verifica mi porta via del tempo'. No, è un modo ulteriore per allenarvi e capire effettivamente il vostro grado di preparazione."
Per difendersi dalle allucinazioni c'è un trucco molto semplice: inserire sempre nel proprio prompt la richiesta esplicita di citare le fonti. Prima di farti dare una risposta complessa, ordina all'AI: "Forniscimi i testi da cui hai preso la risposta, i collegamenti che hai fatto e la lincografia delle fonti". Se la macchina esita o inventa link inesistenti (le allucinazioni colpiscono anche i link!), saprai che quel contenuto va preso con le pinze.
I trucchi tecnici per non far "stancare" la macchina: token e chat separate
Ti è mai capitato di creare un prompt lunghissimo, perfetto, inserendo mille richieste e accorgendoti che, dopo un po', l'AI iniziava a darti risposte pigre, cortissime o totalmente fuori contesto? Non è una tua impressione: la macchina si stanca davvero.
Le AI lavorano sui cosiddetti token (frammenti di parole). Ogni interazione consuma token e impegna la memoria a breve termine della chat. Più la conversazione diventa lunga e cumulativa, più il modello fa fatica a tenere traccia di tutto e, per risparmiare risorse computazionali (e monetarie per l'azienda che lo gestisce), comincia a dare risposte sommarie o decontestualizzate.
Come si risolve questo problema? Con la compartimentazione.
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Apri chat differenti per ogni materia: crea una chat dedicata solo allo scritto di Italiano, una per la seconda prova, una per il ripasso di Storia, una per Filosofia.
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Non superare i 15-20 scambi per chat: quando vedi che la chat diventa troppo densa, chiudila e aprine una nuova ripartendo da un prompt pulito.
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Evita i convenevoli: scrivere "grazie", "per favore" o "sei stata gentilissima" consuma token inutili e produce spreco di energia. Sii diretto, schematico e focalizzato sull'obiettivo. La macchina non si offenderà.
L'ultimo miglio: lo specchio e il fattore umano
L'Intelligenza Artificiale è un ottimo sparring partner, ma ha un limite invalicabile: non ha un corpo, non ha emozioni e non ha ansia. Non potrà mai simulare il sudore freddo che ti viene quando il commissario esterno ti guarda fisso negli occhi o quando la voce ti si spezza per l'emozione.
Per questo, il consiglio finale dell'esperto è di dividere la preparazione in fasi temporali ben precise:
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[Fase 1: approfondimento e studio]: uso intensivo dell'AI (mappe concettuali, debunking)
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[Fase 2: sedimentazione]: creazione dei propri schemi mentali e riassunti personali
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[Fase 3: il lavoro di cesello (Ultimi 2 giorni)]: simulazione reale dell'orale (fatti aiutare da qualche familiare o amico)
Negli ultimi due giorni prima dell'esame, spegni il computer. Prendi il tuo discorso, la tua relazione e i tuoi collegamenti e ripetili davanti a uno specchio, a un amico, a un genitore o a un compagno di classe.
È in quel momento, testando l'eloquio, le pause, la postura e la gestione dell'ansia, che trasformerai l'ottimo allenamento fatto con l'AI nella tua migliore prestazione di sempre.
Buona Maturità!
Glossario dei termini
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LLM (Large Language Model): modello linguistico di grandi dimensioni. È un tipo di algoritmo di intelligenza artificiale che utilizza reti neurali profonde e immensi dataset di testo per comprendere, generare, tradurre e strutturare il linguaggio umano. Esempi sono GPT-4 o Claude 3.
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Prompt: l'istruzione, la domanda o il comando testuale che l'utente inserisce nella chat dell'Intelligenza Artificiale per ottenere una risposta. Più il prompt è dettagliato e contestualizzato, migliore sarà l'output della macchina.
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Allucinazione: fenomeno per cui un'AI generativa crea una risposta errata, inventata o priva di fondamento logico/storico, presentandola però con un tono assolutamente sicuro, coerente e grammaticalmente perfetto.
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Token: l'unità base di testo che un LLM utilizza per elaborare le informazioni. Un token non corrisponde necessariamente a una parola intera, ma può essere una sillaba o un gruppo di caratteri. Le AI hanno un limite massimo di token che possono ricordare all'interno di una singola sessione di chat.
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Documento del 15 Maggio: atto ufficiale redatto dal consiglio di classe di ogni quinta superiore entro il 15 maggio. Contiene i contenuti disciplinari effettivamente svolti, i criteri di valutazione e le simulazioni d'esame. È il testo di riferimento su cui la commissione formula le domande dell'orale.
3 consigli pratici per gli studenti
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Usa la logica del "filtro sandbox": non chiedere mai all'AI di produrre materiale definitivo da studiare. Usala per analizzare il materiale prodotto da te (i tuoi riassunti, i capitoli del tuo libro). Tu inserisci l'oro grezzo, lascia che la macchina ti aiuti a modellarlo, ma verifica sempre i dettagli storici e le formule.
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Sminuzza i problemi (prompt brevi e verticali): evita i mega-prompt cumulativi. Non scrivere richieste superiori alle 10-12 righe. Se devi ripassare un intero autore (es. Leopardi), procedi a piccoli passi: prima focalizzati sulla biografia, poi sul pensiero, infine sulle singole opere, aprendo sessioni mirate.
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Fai fare il "contraddittorio" tra Claude e ChatGPT: se hai un dubbio su un collegamento interdisciplinare complesso, chiedi l'opinione a ChatGPT. Poi copia la sua risposta, incollala nella chat di Claude e scrivi: "Analizza questo testo e trova tutti i punti deboli, le imprecisioni storiche o le banalità logiche". Il risultato ti lascerà a bocca aperta.