Giuseppe Conte ha raccontato l'intervento chirurgico affrontato qualche mese fa, mostrando le sue fragilità ma anche la fiducia che ha avuto nei confronti del personale sanitario e non solo. Ha infatti parlato del ruolo della fede in un momento difficile come quello affrontato. Lo ha fatto in un'intervista a Skuola.net, rispondendo a una domanda sul suo stato di salute.
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Il racconto di Conte sulla malattia e la fiducia nei medici
La domanda arriva dritta e Conte non gira intorno alla questione: "Beh, quello è stato un momento difficile, no, prima dell'estate". Il ricovero era stato messo in conto fin dall'inizio, con tempi abbastanza lunghi. "Quando mi sono sottoposto a questa operazione avevo programmato, potevano essere 10 giorni di degenza, 10 anche 15, un'operazione delicata", ha spiegato Conte.
Insomma, Conte aveva messo in conto dieci giorni di degenza, anche quindici, come ha ricordato nell'intervista. "Poteva finire lì. E invece ci si rialza perché si ha fiducia, si ha fiducia innanzitutto nel personale medico che ti segue". Per Conte la prima cosa che conta è affidarsi a chi ti cura.
Il nome della struttura lo fa lui stesso: "Sono stato seguito al Gemelli, abbiamo veramente un'eccellenza sanitaria e normalmente in Italia il personale è veramente di eccellenza". Un riconoscimento che va dal singolo ospedale ai medici italiani in generale.
Il ruolo della fede
Accanto alla fiducia nei medici c'è anche un aspetto personale. Conte ha parlato della sua formazione cristiana come di un appoggio in quei giorni. "Avendo una formazione cristiana ho grande fiducia anche che ci sia in quei momenti, no, una mano sulla testa che ti possa aiutare", ha concluso.