Il freddo è dietro l’angolo? Forse, ma non ancora. Sopra l’Artico il vortice polare si sta rafforzando, e i modelli lo mostrano ben organizzato a inizio novembre. Il punto è che questo non basta a dire quando l’aria gelida scenderà sull’Italia. Intanto le scuole sono già chiuse in alcune zone, per le allerte meteo diramate in alcune regioni.
Ma la chiusura non la decide il bollino meteo: la decide il sindaco, con la sua ordinanza. Ecco quello che c’è da sapere.
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Quando può arrivare il freddo e perché
Sopra il Polo Nord c’è una grande massa di aria gelida che, in autunno, si rafforza settimana dopo settimana. Finché resta compatta, tiene il freddo chiuso sull’Artico e lascia spazio all’aria atlantica mite e umida, che è il motivo per cui molti inverni recenti sono stati piovosi e poco nevosi in pianura.
Il freddo arriva quando questa massa si indebolisce, si sposta o si spezza. In quel caso l’aria gelida può scendere verso sud e raggiungere l’Europa e anche l’Italia. Il collegamento però non è immediato: di solito gli effetti si vedono al suolo da due a sei settimane dopo.
Le simulazioni attuali mostrano un vortice ben sviluppato all’inizio di novembre, ma con venti in linea con il periodo: non ci sono ancora segnali di gelo imminente. Il freddo può quindi arrivare anche in tempi relativamente brevi, ma per ora non c’è una data certa, e gli episodi più intensi si concentrano di solito tra gennaio e febbraio.
Piogge e allerte: il maltempo è adesso, il gelo è un’incognita
Il maltempo di questi giorni riguarda soprattutto il Nord e la fascia tirrenica. Secondo le ultime anticipazioni, in Liguria è prevista un’allerta arancione, con piogge che potrebbero superare i 150 millimetri in poche ore tra Savona e Genova.
Le analisi di Meteo Toscana parlano di accumuli molto elevati, fino a 300 millimetri simulati su Liguria, Toscana, Veneto e Friuli, con uno spostamento successivo verso sud. Sul Nord Italia si segnala anche neve in due occasioni, con possibili spessori anche sotto i 1.500 metri. Le previsioni cambiano in fretta, quindi è importante controllare gli aggiornamenti ufficiali.
Quanti gradi devono esserci in classe?
Le norme fissano una temperatura di riferimento di 20 gradi nelle aule, con una tolleranza di due gradi, quindi in inverno un intervallo tra 18 e 22 gradi. Sotto i 18 gradi, ci sono i presupposti per non fare lezione. Non si tratta però di un’assenza giustificata in automatico: se il freddo persiste, gli studenti possono chiedere che vengano adottate misure adeguate.
La soglia riguarda la temperatura dentro l’edificio, non il meteo esterno. Una scuola può quindi essere fredda anche in assenza di allerta, e il maltempo può non tradursi in aule gelide.
Chi decide la chiusura delle scuole: il sindaco, non il bollino
La chiusura delle scuole avviene tramite ordinanza del sindaco, che riguarda le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie nel territorio comunale. Non esiste una norma che chiuda automaticamente tutte le scuole in caso di maltempo: il Ministero può dare indicazioni generali, ma non imporre la chiusura nazionale.
Anche un’allerta arancione non determina quindi automaticamente la chiusura.
Dove verificare le informazioni ufficiali
L’unica fonte affidabile per sapere se la scuola è chiusa resta il sito del proprio comune, insieme alla pagina social del sindaco o del Comune e alle comunicazioni dell’istituto scolastico.
Le allerte vanno seguite sui canali della Protezione Civile regionale e nazionale, che aggiornano i bollettini.