vodka gita scolastica coma etilico

Una gita scolastica dovrebbe essere una di quelle esperienze da ricordare per i posti visitati, le risate con i compagni, le serate in hotel e quella sensazione di libertà che, per qualche giorno, fa sembrare la scuola un po’ diversa dal solito.

Ma durante il viaggio d’istruzioneOstuni, in Puglia, di alcune classi dell’Istituto Corridoni-Campana di Osimo, tutto si è trasformato in una notte di paura. Una studentessa di 15 anni è finita in ospedale dopo aver bevuto alcolici portati con sé di nascosto.

Indice

  1. Coma etilico in gita
  2. Il nodo dei controlli

Coma etilico in gita

Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza avrebbe aggirato i controlli travasando l’alcol in una borraccia anonima, così da non attirare l’attenzione dei docenti accompagnatori.

Quella che probabilmente era iniziata come una bravata tra compagni, però, ha preso rapidamente una piega molto più seria: la studentessa si è sentita male nella propria camera d’albergo e avrebbe poi perso conoscenza.

A quel punto sono stati avvisati gli insegnanti, che hanno chiamato i soccorsi. La 15enne è stata trasportata in ospedale e tenuta sotto osservazione durante la notte.

Uno dei docenti sarebbe rimasto con lei fino a quando le sue condizioni sono migliorate, mentre i genitori, informati dell’accaduto, hanno raggiunto la Puglia per riportarla a casa.

L’episodio ha inevitabilmente acceso il dibattito dentro e fuori la scuola: da una parte c’è il tema dei controlli durante i viaggi d’istruzione, dall’altra quello della responsabilità degli studenti, soprattutto quando si parla di alcol e minorenni.

Perché basta pochissimo perché una serata “fuori programma” si trasformi in un’emergenza vera.

Il nodo dei controlli

La dirigente scolastica dell’istituto, Milena Brandoni, è intervenuta sulla vicenda spiegando che la scuola si è attivata subito dopo essere stata informata dai docenti accompagnatori.

La preside ha anche sottolineato un punto delicato: i viaggi d’istruzione restano esperienze formative, ma i professori non possono essere trasformati in “poliziotti” ventiquattr’ore su ventiquattro. Intanto, nei confronti degli studenti coinvolti sarebbero già partiti provvedimenti disciplinari.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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