Bandiere italiane in mano agli studenti

Non sanno nemmeno una parola di italiano. Eppure, in alcune scuole, questi studenti stranieri troveranno già un insegnante pronto ad aiutarli a muovere i primi passi con la lingua. Non è un caso isolato: è una misura precisa, voluta dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

A raccontarla a Skuola.net è lo stesso ministro Giuseppe Valditara, in un'intervista dedicata al nuovo anno scolastico: "Abbiamo messo delle risorse importanti per specializzare dei docenti, 1.000 docenti che poi abbiamo assunto, nell'insegnamento dell'italiano agli stranieri di primo arrivo, cioè a quei ragazzi che non sanno neanche dire buongiorno e buonasera".

Per il ministro il punto di partenza è uno solo: la lingua. Prima ancora di parlare di inclusione, Valditara mette sul tavolo il concetto di integrazione, che per lui significa condividere i valori della Costituzione. E quella condivisione, dice, passa proprio dall'italiano.

Indice

  1. L'esercito dei 1.000 docenti assunti
  2. L'integrazione e i valori della Costituzione
  3. La presenza in classe: stop alle "scuole ghetto"

L'esercito dei 1.000 docenti assunti

Il primo tassello operativo, come detto, passa per la cattedra. Il Ministero ha deciso, infatti, di mettere in campo "risorse importanti per specializzare dei docenti". Tradotto: un contingente di 1.000 docenti la cui missione è quella di dedicarsi in modo esclusivo all'"insegnamento dell'italiano agli stranieri di primo arrivo".

Un intervento mirato, spiega Valditara a Skuola.net, pensato specificamente per supportare "quei ragazzi che non sanno neanche dire buongiorno e buonasera". Per questi studenti, appena affacciatisi al nostro sistema scolastico, l'approccio tradizionale è fatalmente insufficiente. "È evidente che per loro ci vuole una didattica potenziata", ribadisce il ministro, confermando come lo stanziamento di fondi mirati serva proprio a "potenziare la didattica per questi ragazzi", fornendo loro gli strumenti base per non restare indietro fin dal primo giorno di scuola.

L'integrazione e i valori della Costituzione

Prima ancora delle aule, è però fondamentale chiarire l'orizzonte culturale dell'intervento governativo. Il titolare di Viale Trastevere traccia un confine netto, puntando dritto verso un "meccanismo di integrazione" che non si limiti alla semplice inclusione. L'obiettivo, argomenta Valditara, è "accogliere lo straniero facendolo partecipe dei nostri valori", creando le condizioni affinché possa "condividere quei grandi valori che sono scritti nella nostra Costituzione", tra i quali spicca con forza "il tema dell'eguaglianza senza discriminazioni".

Ma la base per costruire questa condivisione civica, e per far sì che l'alunno straniero "possa avere anche successo nella nostra società, nella sua vita lavorativa", resta indissolubilmente legata alla "buona conoscenza della lingua italiana". Un prerequisito che il ministro difende ricorrendo a una doppia, e pragmatica, domanda: "Come fai altrimenti ad imparare, ad apprendere? Come fai a relazionarti con gli altri?".

La presenza in classe: stop alle "scuole ghetto"

L'ultimo nodo cruciale affrontato nell'intervista riguarda la composizione delle aule e il tanto dibattuto tetto del 30% per gli alunni stranieri, che negli anni passati è rimasto spesso lettera morta. Secondo Valditara, c'è un motivo in particolare: "Quella circolare non è mai stata attuata perché era una circolare". La strada scelta ora dall'esecutivo cambia marcia, passando a un livello normativo superiore. "Noi riteniamo che si debba intervenire con una legge", annuncia il ministro.

Il piano prevede che gli Uffici Scolastici Regionali, tramite le loro articolazioni territoriali, svolgano una "azione di coordinamento" tra i presidi per distribuire questi ragazzi in modo razionale. Una mossa dettata dalla necessità di smantellare un fenomeno ben preciso: "Attenzione, noi siamo proprio contro le scuole ghetto", avverte Valditara. "Se in una classe l'80% dei ragazzi non sa parlare l'italiano perché arriva da ogni dove, è evidente che l'insuccesso scolastico si moltiplicherà". E il danno non colpirà solo gli studenti stranieri, ma finirà per coinvolgere anche i ragazzi italiani presenti in quelle sezioni.

La vera soluzione per il sistema scolastico, conclude Valditara, risiede dunque in "un'equa distribuzione per far sì che si possa integrare al meglio chi viene da noi".

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