
L’inizio della scuola per l’anno scolastico 2021/2022 è ormai stabilito dal Ministero dell’Istruzione e da molte ordinanze regionali. E, anche se la data può sembrare lontana, le istituzioni scolastiche e mediche si stanno adoperando per assicurare un rientro in classe in sicurezza per alunni e docenti. Tra le principali misure che si stanno mettendo in campo per prevenire eventuali ritorni di fiamma del virus vi è ovviamente il vaccino per il covid, le cui somministrazioni in molte regioni sono state aperte anche ai ragazzi di età tra i 12 e i 19 anni. Scopriamo quindi come procede l’immunizzazione della fascia scolastica.
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A che punto siamo con le vaccinazione degli studenti?
Le vaccinazioni per i ragazzi dai 12 anni ai 19 anni, ovvero gli studenti delle scuole medie e superiori, sono partite in moltissime regioni, mentre per i territori dove ancora non sono state avviate, sono almeno stati vaccinati i ragazzi rientranti nelle categorie fragili. Scopriamo quindi a che punto siamo nelle vaccinazioni dei più giovani tra i 12 e i 19 anni, regione per regione tra prima e seconda dose:
- Abruzzo: 4,29% seconda dose/ dose unica - 26,31% prima dose
- Basilicata: 7,87% seconda dose/ dose unica - 14,69% prima dose
- Calabria: 3,35% seconda dose/ dose unica - 28,89% prima dose
- Campania: 9,36% seconda dose/ dose unica - 28,62% prima dose
- Emilia Romagna: 2,59% seconda dose/ dose unica - 24,62% prima dose
- Friuli Venezia Giulia: 2,79% seconda dose/ dose unica - 17,55% prima dose
- Lazio: 10,19% seconda dose/ dose unica - 20,63% prima dose
- Liguria: 3,68% seconda dose/ dose unica - 20,69% prima dose
- Lombardia: 3,53% seconda dose/ dose unica - 30,03% prima dose
- Marche: 3,52% seconda dose/ dose unica - 24,22% prima dose
- Molise: 1,86% seconda dose/ dose unica - 22,79% prima dose
- Piemonte: 1,74% seconda dose/ dose unica - 13,76% prima dose
- Puglia: 6,89% seconda dose/ dose unica - 19,04% prima dose
- Sardegna: 2,94% seconda dose/ dose unica - 16,45% prima dose
- Sicilia: 5,25% seconda dose/ dose unica - 23,1% prima dose
- Toscana: 1,61% seconda dose/ dose unica - 15,12% prima dose
- Provincia autonoma di Trento: 1,11% seconda dose/ dose unica - 11,19% prima dose
- Provincia autonoma di Bolzano: 2,21% seconda dose/ dose unica - 15,00% prima dose
- Umbria: 2,48% seconda dose/ dose unica - 9,20% prima dose
- Valle d’Aosta: 3,23% seconda dose/ dose unica - 8,19% prima dose
- Veneto: 1,85% seconda dose/ dose unica - 17,43% prima dose
Come sarà il ritorno a scuola? Tra Dad e mascherine
“In presenza senza se e senza ma”, questo è lo slogan del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, riportato dal Corriere.it. Basta Dad. Per far sì che questo diventi realtà la linea del governo è quella di puntare su ciò che è cambiato rispetto allo scorso anno: le vaccinazioni, che hanno coinvolto oltre l’85% del personale e che sono cominciate anche per gli adolescenti, come abbiamo visto sopra. Inoltre le proposte per l’avvio del nuovo anno scolastico in sicurezza continuano ad essere sottoposte all’esecutivo; il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha proposto di ripescare l’idea degli screening con i tamponi - anche a campione, anche salivari - soprattutto per i bambini più piccoli: sotto i dodici anni i vaccini non ci sono e qualcosa va fatto anche per le elementari e le medie.
In arrivo l’obbligo di vaccinazione per i prof?
Il Ministro dell’Istruzione Bianchi è intervenuto anche su una questione molto spinosa come quella dell’obbligo vaccinale e ha chiarito che non ci sarà e che non ci potrà essere, perché non c’è in nessuno nel Paese, “e tutti, vaccinati e no, potranno andare a scuola in presenza”, ha assicurato il ministro, come riportato dal Corriere. “Il governo - ha inoltre spiegato Bianchi - incoraggia anche i ragazzi a vaccinarsi”, non tanto per “i benefici personali ma per un gesto di solidarietà e di responsabilità, per un senso di comunità”. Ma cosa fare in merito ai 200 mila lavoratori della scuola non immunizzati? Anche qui il ministro è stato netto: se ci sono ritardi, li colmeremo, se invece c’è la “volontà di non vaccinarsi, deve essere espressa in fronte al Paese perché tutti dobbiamo porci il problema della comunità”.