
"Chiudere le scuole, adesso, per salvare il Natale". I medici del Lazio, esasperati per il numero sempre più elevati di positivi e quarantene riconducibili all'ambito scolastico, chiedono lo stop anticipato delle attività in presenza. Il governo, però, frena: si va avanti.
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"Nelle scuole anticipiamo le vacanze di Natale al 14 dicembre"
Su La Repubblica si legge l'appello dei camici bianchi del Lazio: "C'è un'epidemia fra i bambini che anche se asintomatici trasmettono il virus". Fra i 6 e i 10 anni i positivi sono il triplo rispetto agli adulti. "La situazione sta sfuggendo di mano", afferma Marcello Pili, medico di famiglia a Ostia. Altri medici, segnala il quotidiano, sono dello stesso avviso: "E poi diciamoci la verità, le scuole ormai sono già decimate, si tratta solo di disporre una decina di giorni di didattica a distanza per tutti. Non sta certamente a noi prendere decisioni sulla Dad, ma ci affidiamo all'esperienza maturata nei mesi di pandemia: per arginare i contagi bisogna agire alla fonte".
Il governo: "No alla Dad, la scuola continua in presenza"
Cosa ne pensa il governo di questa presa di posizione forte? Da Dubai arrivano le parole del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi: "Covid in Italia? Prospettive molto chiare. Lo dico con sicurezza: la scuola è l’ambiente più sicuro in Italia. Primo motivo è che gli insegnati sono immunizzati oltre il 95%. I ragazzi più grandi sono vaccinati oltre l’85%. Stiamo controllando tutte le situazioni e osserviamo una correlazione: le situazioni più complicate si riscontrano laddove ci sono state meno vaccinazioni di massa. La linea è chiara: bisogna vaccinarsi. Le vaccinazioni stanno procedendo. Anche la settimana scorsa c’è stata un’assunzione di responsabilità da parte del mondo della scuola".
Sull'argomento interviene anche il sottosegretario all'Istruzione, Rossano Sasso, ancora più netto del ministro: "Leggo da più parti ipotesi di chiusura anticipata delle scuole e conseguente dad per i nostri studenti: falso. Al momento non è da prendere in considerazione alcuna ipotesi di anticipo delle vacanze natalizie”. Poi aggiunge: “A chi auspica interruzioni della didattica in presenza rispondo con fermezza che la continuità della didattica in presenza sarà preservata e che la percentuale delle classi che ad oggi sono costrette alla didattica a distanza è assai ridotta: non più del 5% a livello nazionale. Non c’è ragione dunque oggi per causare una ulteriore deprivazione ai danni dei nostri ragazzi. Non può essere la comunità scolastica a pagare dazio per l’ennesima volta se ci si trova in difficoltà con monitoraggio e tracciamento dei contagi".