
Computer spariti, laboratori danneggiati, strumenti didattici rotti o rubati. Quando una scuola subisce un furto o un atto vandalico, il problema non riguarda solo i muri imbrattati o gli arredi da sistemare: spesso a saltare è anche una parte concreta della vita scolastica.
Per questo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto un nuovo stanziamento destinato alle istituzioni scolastiche ed educative statali che hanno subìto furti, atti vandalici o danneggiamenti di materiale didattico e laboratoriale.
Il decreto, firmato dal ministro Giuseppe Valditara, mette a disposizione 3 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2026, con l’obiettivo di sostenere gli interventi urgenti necessari a garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica.
Indice
Tre milioni per le scuole danneggiate
Il cuore del provvedimento è nell’articolo 1, che definisce la dotazione finanziaria e gli ambiti di intervento. Le risorse arrivano dal Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e sono destinate alle scuole statali che abbiano visto sottratti o danneggiati beni necessari alla propria offerta formativa.
Tradotto: il fondo serve a supportare gli istituti che, dopo un furto o un episodio vandalico, devono recuperare materiale utile per fare lezione, portare avanti le attività di laboratorio o garantire il normale funzionamento della scuola.
Il decreto parla in particolare di beni “necessari a realizzare la propria offerta formativa e a perseguire le proprie finalità istituzionali”. Quindi il focus non è solo sul danno in sé, ma sulle conseguenze che quel danno può avere sulla quotidianità scolastica.
Come saranno assegnate le risorse
I 3 milioni non verranno distribuiti in automatico a tutte le scuole. Il decreto prevede che le risorse siano assegnate sulla base dei fabbisogni rilevati e delle istanze motivate presentate dalle istituzioni scolastiche ed educative statali.
La gestione delle procedure viene affidata alla Direzione generale per l’edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche, che dovrà raccogliere le richieste e svolgere l’istruttoria.
Le istanze potranno essere rilevate anche attraverso un apposito sistema informativo attivato dalla stessa Direzione generale. In sostanza, le scuole dovranno motivare la richiesta, indicando i danni subiti e il fabbisogno necessario per ripristinare le condizioni utili alla didattica.
Una misura in continuità con il 2023
Nel testo del decreto viene ricordato che una misura simile era già stata prevista con il decreto ministeriale del 16 ottobre 2023, n. 199, anche in quel caso con uno stanziamento pari a 3 milioni di euro.
Il nuovo provvedimento punta quindi a dare continuità a quel tipo di intervento, destinato a supportare le scuole in situazioni di difficoltà generate da eventi eccezionali come furti, vandalismi e danneggiamenti.
Un aspetto non secondario, soprattutto se si pensa al peso che strumenti, laboratori e dotazioni tecnologiche hanno ormai nella didattica quotidiana. Per molte scuole, perdere computer, tablet, LIM o materiali di laboratorio significa infatti dover rallentare attività, progetti e percorsi già programmati.
Cosa manca ancora da sapere
Il decreto definisce lo stanziamento, l’ambito di intervento e il soggetto incaricato della gestione delle richieste. Non indica però, almeno nel testo del provvedimento, scadenze operative, importi massimi per singola scuola o una graduatoria già definita.
Per questi dettagli bisognerà quindi attendere eventuali indicazioni successive del Ministero o della Direzione generale competente, soprattutto per capire tempi, modalità pratiche di presentazione delle istanze e documentazione richiesta agli istituti.
Intanto, il segnale è chiaro: quando furti e vandalismi colpiscono una scuola, il danno non riguarda solo l’edificio, ma anche il diritto degli studenti a seguire le lezioni in ambienti attrezzati e funzionanti.