Un'aula scolastica vuota con banchi e sedie davanti a grandi finestre bagnate dalla pioggia
Immagine realizzata con AI

Circa 300 alunni di una scuola di Roma saranno in dad probabilmente fino a dicembre. A raccontarlo sono i genitori, in una lettera inviata a Fanpage.it. All'origine ci sono i danni al tetto provocati da una tromba d'aria, ma a far chiudere una parte dell'edificio sono state le infiltrazioni d'acqua, arrivate nei mesi successivi a quella giornata di vento.

Indice

  1. Trecento alunni in dad, rientro forse a metà dicembre
  2. Dalla tromba d'aria alle infiltrazioni
  3. Cosa chiedono i genitori alle istituzioni

Trecento alunni in dad, rientro forse a metà dicembre

Secondo i genitori, i bambini e le bambine coinvolti sono circa trecento, tutti costretti a tornare alla didattica a distanza. La decisione è arrivata dopo che i Vigili del Fuoco hanno interdetto il piano superiore della scuola il 25 ottobre.

E i tempi? A raccontarli sono gli stessi genitori, che spiegano in una lettera: "Purtroppo, la situazione è peggiorata. A causa delle infiltrazioni, nella giornata di lunedì 25 ottobre i Vigili del Fuoco hanno disposto l'interdizione del piano superiore della scuola".

Secondo le informazioni in mano alle famiglie, gli alunni potrebbero rientrare in presenza soltanto a metà dicembre, "se tutto procederà secondo le previsioni". Nel frattempo, per tanti genitori la giornata è diventata un incastro continuo tra lavoro e figli a casa.

Dalla tromba d'aria alle infiltrazioni

Tutto comincia il 21 agosto. Quel giorno una tromba d'aria ha strappato dal tetto della scuola, in via Ildebrando della Giovanna nel quartiere Massimina, una struttura in alluminio che serviva proprio a proteggere l'edificio dalle infiltrazioni.

Le lamiere sono state trascinate dal vento fino alla vicina sede della Protezione Civile, dove hanno colpito anche due ambulanze. In quell'occasione nessuno è rimasto ferito.

Il problema è venuto dopo. La copertura non è stata riposizionata e, senza una soluzione alternativa, l'acqua ha cominciato a entrare: a ottobre i danni all'edificio erano tali da rendere inagibile il piano superiore.

Cosa chiedono i genitori alle istituzioni

Non è la prima volta che le famiglie del quartiere affrontano una situazione simile. Già a marzo 2026 gli alunni avevano dovuto seguire le lezioni da casa, dopo un incendio (forse doloso) scoppiato in una delle aule del plesso, già preso di mira da altri atti vandalici nei mesi precedenti.

Nella lettera i genitori parlano dei ragazzi, oltre che dei disagi pratici: "Oltre al disagio per gli studenti, che stanno perdendo importanti momenti del loro percorso scolastico e di socializzazione, molti genitori si trovano in grande difficoltà nella gestione quotidiana dei figli". E aggiungono: "Chiediamo che venga data nuovamente voce al nostro quartiere e alle difficoltà che stanno vivendo le famiglie".

La richiesta finale è rivolta a chi deve intervenire. "Rivolgiamo inoltre un appello alle istituzioni affinché intervengano con urgenza per risolvere definitivamente il problema e garantire il ritorno in sicurezza degli alunni nelle loro aule nel più breve tempo possibile", concludono i genitori.

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