Illustrazione di un'aula scolastica vuota con un'auto delle forze dell'ordine visibile fuori dalla finestra

Un 13enne di terza media è ricoverato all'ospedale di Treviso dopo essersi lanciato dal primo piano della sua scuola, in un istituto dell'hinterland della città. La caduta, da un'altezza di quasi quattro metri, gli ha provocato diverse fratture e alcune lesioni interne.

Sul gesto si allunga l'ombra del bullismo: alcuni compagni raccontano che il ragazzo veniva preso in giro per il suo modo di parlare, e i carabinieri stanno verificando quanto questo possa aver pesato. Nel frattempo la scuola ha introdotto nuove regole su bagni e spostamenti, mentre genitori e sindacati chiedono più trasparenza.

Indice

  1. Il ragazzo è ricoverato con fratture e lesioni interne
  2. La caduta è avvenuta durante la ricreazione
  3. L'ipotesi di bullismo è al centro dell'indagine
  4. La scuola limita gli spostamenti durante lezioni e ricreazione
  5. Famiglie e sindacati chiedono più comunicazione e sorveglianza

Il ragazzo è ricoverato con fratture e lesioni interne

I sanitari del 118 di Treviso hanno stabilizzato il ragazzo sul posto, prima di trasportarlo d'urgenza al pronto soccorso della città. La caduta, da un'altezza di quasi quattro metri, gli ha procurato diverse fratture e alcune lesioni interne, tuttora sotto osservazione.

Il 13enne non è in pericolo di vita. Con il passare delle ore si è anche ridotto, secondo quanto riportato, il rischio che resti paralizzato.

La caduta è avvenuta durante la ricreazione

È successo lunedì 5 ottobre, durante la ricreazione, in un istituto secondario di primo grado dell'hinterland di Treviso. Il ragazzo era rientrato nell'edificio chiedendo di andare in bagno, poi avrebbe raggiunto una porta di sicurezza al primo piano e si sarebbe lasciato cadere nel vuoto.

Sono stati insegnanti, collaboratori scolastici e alcuni compagni a dare l'allarme dopo averlo visto a terra. Sul posto sono intervenuti il 118 e i carabinieri.

L'ipotesi di bullismo è al centro dell'indagine

Alcuni compagni hanno riferito che il 13enne veniva preso in giro da un gruppo di coetanei per il suo modo di parlare. I carabinieri, su delega della procura, stanno verificando se e quanto queste prese in giro possano aver inciso sul gesto.

Finora non risultano episodi di bullismo formalmente accertati, né registrati nei protocolli della scuola. Familiari e compagni descrivono il ragazzo come fragile, ma riferiscono che non erano emerse avvisaglie particolari di un gesto così estremo.

La scuola limita gli spostamenti durante lezioni e ricreazione

Il giorno dopo l'episodio il dirigente scolastico ha introdotto una serie di misure per controllare gli spostamenti degli alunni:

  • durante la ricreazione in giardino gli studenti non possono più rientrare nell'edificio per andare in bagno, con docenti e collaboratori scolastici a presidiare gli ingressi;
  • la porta di sicurezza del primo piano potrà essere aperta solo per il passaggio accompagnato delle classi, per poi restare chiusa fino alla fine dell'intervallo;
  • durante le lezioni l'uscita per il bagno è consentita solo per effettiva necessità e a un alunno alla volta per classe;
  • gli insegnanti devono annotare sul registro l'ora di uscita e di rientro, mentre i collaboratori scolastici segnalano eventuali anomalie o soste prolungate nei corridoi e nei servizi.

Famiglie e sindacati chiedono più comunicazione e sorveglianza

Alcuni genitori hanno contestato di essere stati informati poco sull'accaduto. "La scuola non ci ha detto niente, è andata avanti come se non fosse successo nulla. Capiamo la riservatezza, ma certe cose non possono semplicemente passare sotto silenzio", raccontano.

Le famiglie hanno sollevato anche dubbi sul numero di collaboratori scolastici disponibili per sorvegliare corridoi, piani e bagni.

A queste perplessità si aggiungono quelle della Gilda di Treviso, che ha definito critiche le nuove procedure: la coordinatrice Michela Gallina ha osservato che è "difficile immaginare che un professore, nel corso di una spiegazione, si interrompa per far partire un cronometro e poi per arrestarlo rilevando il tempo di assenza", segnalando inoltre che la chiusura delle porte durante la ricreazione dovrebbe essere armonizzata con le normative antincendio e antisismiche.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.

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