Al liceo Galilei di Trento 70 docenti su 87 hanno detto no a gite, visite guidate e soggiorni all'estero.
La protesta nasce sulla scia della mobilitazione altoatesina e ora si allarga anche al Trentino: dopo il Galilei si è attivato l'Istituto Comprensivo Rovereto Nord, dove gli insegnanti hanno votato la sospensione delle gite scolastiche e delle attività facoltative.
Al centro della protesta ci sono gli stipendi, il carico di lavoro non riconosciuto e la richiesta di una maggiore valorizzazione della professione docente.
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I docenti rinunciano ad accompagnare le classi
I 70 docenti del Galilei che hanno firmato la lettera di protesta non si renderanno più disponibili per viaggi d'istruzione, visite guidate e soggiorni all'estero, qualunque sia la destinazione o la durata.
All'Istituto Comprensivo Rovereto Nord la decisione è arrivata con un documento approvato all'unanimità: gli insegnanti di primaria e secondaria di primo grado hanno annunciato la sospensione delle uscite didattiche e delle attività facoltative per l'anno in corso.
Gli stessi docenti tengono a precisare che la scelta non è rivolta contro gli studenti. "È un'azione di tutela verso la scuola pubblica e chi la frequenta e non è una misura punitiva nei confronti degli studenti", si legge nel documento di Rovereto Nord.
Stipendi e carichi di lavoro alimentano la protesta
Dietro la protesta ci sono stipendi tra i più bassi d'Europa, denunciano i docenti, insieme al lavoro sommerso svolto a casa e mai riconosciuto e a un carico burocratico diventato sempre più pesante.
Accompagnare gli studenti in gita, spiegano gli insegnanti, comporta rischi civili e penali gravosi e un prolungamento dell'orario di lavoro che si somma a un carico già insostenibile.
Oltre alle 18 o 24 ore di cattedra settimanali, il lavoro comprende circa 120 ore annuali per collegi docenti, corsi di formazione e incontri con studenti e famiglie.
Per queste attività aggiuntive la Provincia riconosce 310 euro lordi al mese, una cifra che secondo i sindacati non tiene conto del tempo speso a preparare le lezioni, correggere le verifiche e seguire i rapporti con le famiglie.
La mobilitazione trentina segue il modello altoatesino
Il modello a cui guarda il Trentino è quello dell'Alto Adige, dove la rinuncia alle gite ha coinvolto circa l'80% dei docenti di madrelingua tedesca e circa il 20% degli insegnanti italiani.
Lì la mobilitazione è partita dal gruppo spontaneo Bildung am Abgrund, che ha promosso lo sciopero bianco rilanciato anche per l'anno scolastico 2026-27.
In Trentino, dopo il liceo Galilei e l'Istituto Comprensivo Rovereto Nord, altre scuole starebbero valutando iniziative analoghe, in una mobilitazione descritta come a macchia d'olio.
Sul fronte sindacale, la Cisl Scuola trentina chiede il riconoscimento economico e sociale del personale e un confronto sul rinnovo del contratto provinciale. "Comprendiamo il malcontento dei docenti che si estende a tutto il personale della scuola", ha detto la segretaria generale Monica Bolognani a Il Corriere.it, aggiungendo che "il riconoscimento sociale della professione si è indebolito e non si può continuare a ignorare la diffusa sofferenza del settore".