
Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha dato il via libera ai nuovi corsi di specializzazione sul sostegno. Con la firma della ministra Anna Maria Bernini, si sbloccano 30.241 posti per gli aspiranti docenti di ogni ordine e grado scolastico.
La misura rappresenta il primo passo di un piano triennale governativo che punta a formare 90mila nuovi insegnanti specializzati entro il 2027. I singoli atenei gestiranno in autonomia i bandi, ma il calendario nazionale dei test preselettivi è già fissato e prenderà il via il 14 luglio 2026.
Sullo sfondo, però, si accende lo scontro con i sindacati.
Indice
Cosa sono i TFA e come funziona la selezione
I corsi TFA (Tirocinio Formativo Attivo) rappresentano, insieme ai percorsi Indire, il canale principale del nostro Paese per specializzarsi nel sostegno agli alunni con disabilità. I posti appena autorizzati dal decreto ministeriale verranno ripartiti tra le università delle diverse regioni italiane.
Per ottenere il titolo, i candidati dovranno affrontare un iter rigoroso: il superamento di un test preselettivo, seguito da una o più prove scritte o pratiche e, infine, un esame orale.
La palla passa ora ai singoli atenei, che avranno il compito di pubblicare i rispettivi bandi per gestire gli aspetti didattici e organizzativi. Il Ministero ha chiarito che le università possono far partire anticipatamente le lezioni per chi ha diritto all’ammissione diretta.
C'è però una scadenza inderogabile per tutti: i percorsi formativi dovranno terminare tassativamente entro il 30 giugno 2027.
Il calendario ufficiale delle prove
Il dicastero ha già stabilito l'agenda per le prove preselettive. I test si concentreranno a metà estate, snodandosi su quattro giornate consecutive divise in base all'ordine e al grado dell'istituto:
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14 luglio 2026: scuola dell’infanzia
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15 luglio 2026: scuola primaria
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16 luglio 2026: scuola secondaria di primo grado (medie)
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17 luglio 2026: scuola secondaria di secondo grado (superiori)
Le critiche dei sindacati: squilibri e precarietà
La notizia dello sblocco dei posti non ha placato le polemiche. I sindacati della scuola puntano il dito contro una gestione carente, denunciando forti squilibri territoriali.
La Flc Cgil sottolinea come i contingenti autorizzati non rispecchino le reali esigenze degli istituti: i percorsi attivati nelle università del Nord Italia sono giudicati insufficienti, mentre risultano eccessivi quelli in regioni dove le graduatorie per le supplenze sono già completamente sature.
Questa assenza di programmazione genera un paradosso, come spiega il sindacato: se da un lato, alle superiori, migliaia di insegnanti specializzati faticano a ottenere una supplenza annuale, dall'altro, alla scuola primaria, si ricorre sistematicamente a docenti privi di specializzazione o addirittura del titolo di accesso.
Per arginare quella che definiscono una condanna alla precarietà, la Flc Cgil chiede un intervento netto: una programmazione realmente basata sui fabbisogni e la stabilizzazione in organico di diritto di almeno 80mila cattedre attualmente autorizzate solo in deroga.