
Quando finisce la scuola, per molti ragazzi iniziano le vacanze. Per altri, invece, comincia il lavoro stagionale: ore trascorse sotto il sole, gli occhi sempre rivolti verso il mare e la responsabilità di intervenire quando qualcuno si trova in pericolo.
Pochi giorni fa abbiamo raccontato la storia di Denis Sguera, studente di 17 anni del liceo Copernico di Pomezia che, durante una giornata di mare mosso e con la bandiera rossa esposta, ha salvato otto persone a Torvaianica. Otto interventi consecutivi per riportare a riva altrettanti bagnanti che avevano sottovalutato il pericolo.
Ora da Pescara arriva un’altra storia che mostra ancora una volta il volto più responsabile della Gen Z. Il protagonista è Samuele Di Domizio, giovane assistente bagnante che ha messo in sicurezza nove ragazzi trascinati al largo insieme al loro pedalò.
Indice
Il pedalò trascinato a 240 metri dalla spiaggia
L’emergenza è scattata nel tardo pomeriggio del 2 luglio, davanti allo stabilimento balneare 186 di Pescara Sud. Le condizioni meteorologiche stavano peggiorando e, anche se il mare sembrava soltanto leggermente mosso, una forte corrente diretta verso sud-sudovest rendeva molto difficile il rientro.
Durante il servizio di vigilanza, Samuele ha notato un pedalò in difficoltà a circa 230-240 metri dalla battigia, oltre le barriere frangiflutti. Cinque ragazzi erano ancora a bordo, mentre altri quattro si trovavano in acqua e cercavano di restare aggrappati all’imbarcazione. Nessuno di loro riusciva a contrastare la corrente.
Samuele li ha raggiunti con il moscone di salvataggio, ha collegato un salvagente al pedalò e ha iniziato una manovra tutt’altro che semplice: trainare controcorrente l’imbarcazione e tutti e nove i giovani.
Prima li ha condotti verso l’apertura tra i frangiflutti, poi li ha accompagnati fino alla battigia. Il recupero si è concluso senza conseguenze per nessuno.
“Un gesto che testimonia non solo competenza e sangue freddo, ma anche un profondo senso di responsabilità e di servizio verso gli altri. A lui va il nostro orgoglio e la nostra gratitudine: esempi come questo rendono onore alla nostra comunità” ha detto il sindaco Giorgio Di Clemente, che ha espresso, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di San Giovanni Teatino (luogo di origine di Samuele), un sincero ringraziamento al giovane.
Non era la prima volta: nel 2024 aveva già salvato una donna
Per Samuele non si è trattato del primo intervento delicato in mare. Già nel settembre 2024, mentre era in servizio nello stesso stabilimento balneare di Pescara Sud, aveva contribuito al salvataggio di una donna tra i 65 e i 70 anni, rimasta bloccata a circa 60 metri dalla riva.
Come si legge su IlPescara.it a bagnante, che stava facendo ginnastica in acqua con l’aiuto di un galleggiante, non riusciva più a rientrare a causa del mare mosso, delle correnti di risacca e di un dolore al ginocchio.
Samuele l’aveva raggiunta a nuoto, mentre il collega Daniele Nucci era intervenuto con il dispositivo di salvataggio per aiutarlo a riportarla sulla spiaggia sana e salva.