
L’Unione degli Studenti ha indetto un nuovo sciopero, richiamando in piazza colleghi e sostenitori e fissando l’appuntamento per il 18 novembre.
“Ora decidiamo noi” è lo slogan scelto per l’occasione che accompagna le 5 proposte avanzate dagli studenti che sono pronti a manifestare in diverse piazze sparse in tutta Italia: dal Colosseo di Roma al Castello Sforzesco, passando per Bari, L’Aquila, Udine e molte altre città.
Leggi anche:
- Scuola: come pagare meno zaini, diari, quaderni e astucci
- Lista libri scolastici 2022 2023, adozioni ed elenco: ecco dove trovarli
- Mercatino del libro usato 2022: le iniziative città per città
Sciopero degli studenti 18 novembre: le 5 proposte
Sono cinque le proposte avanzate dalla Rete della Conoscenza dell’Unione degli Studenti:
- legge nazionale sul diritto allo studio,
- riforma della rappresentanza e partecipazione studentesca,
- una riforma dello statuto dei diritti,
- una riforma dei PCTO,
- scuole più inclusive.
“Vogliamo che si riparta dai cinque pilastri della scuola pubblica, è necessario ripartire dalla scuola per costruire una società nuova - afferma Alice Beccari, responsabile della comunicazione dell’Unione Degli Studenti nel comunicato stampa che annuncia lo sciopero del 18 novembre - vogliamo scuole gratuite,sostenibili e sicure, vogliamo decidere noi sul nostro futuro”.
“Pretendiamo una legge nazionale sul diritto allo studio - le fanno eco gli studenti che a Milano hanno esposto lo striscione con su scritto la prima delle cinque proposte - il diritto allo studio non è garantito, il tasso di abbandono scolastico è uno dei più alti in Europa”.
“L’attuale sistema di PCTO è sfruttamento - dichiarano gli studenti abruzzesi che aderiscono all'Unione degli Studenti - vogliamo la sua abolizione in favore dell’istruzione integrata costruendo percorsi che siano educanti e volti a trasformare partendo dalle scuole il mondo e il sistema produttivo in primo luogo”.
“Vogliamo una riforma della rappresentanza - sono le parole che provengono degli studenti Friulani - che riesca a creare reale partecipazione politica all’interno delle scuole e che riesca ad essere utile alle studentesse e agli studenti che li vivono.”
“Pretendiamo scuole sicure, inclusive e che garantiscano il benessere psicologico - affermano anche gli studenti Pugliesi - è necessario uscire da un'ottica meritocratica e porre la salute studentesca, fisica e psicologica, come cardini del sistema scolastico.”
Infine, i ragazzi campani ribadiscono anche l'ultimo pilastro: “è necessario ripensare e ampliare lo statuto degli studenti e delle studentesse in modo da vedere riconosciuti diritti di cui è evidente la necessità, ma che ad oggi non sono sanciti, per rendere le scuole vere e proprie palestre di democrazia, che sappiano essere spazi partecipati, orizzontali e accessibili, nel rispetto di tutti.”
“Questi cinque pilastri sono urgenti e imprescindibili per una lotta contro la crisi educativa che il nostro paese sta affrontando e che la politica non può più ignorare - conclude Bianca Chiesa, coordinatrice dell’Unione degli Studenti - Dopo gli Stati Generali della scuola pubblica quest’autunno a partire dalle scuole, dalle assemblee ai momenti di socialità, per le strade e per le piazze di tutto il paese ci riprenderemo i nostri spazi e il 18 novembre convergeremo nelle piazze di tutto il paese sotto lo slogan Ora decidiamo noi!”