
Lunedì mattina, intorno alle 11:00, la quiete dell'Itis Paleocapa di Bergamo è stata squarciata da un grido.
Un giovane maggiorenne, estraneo all'istituto, è riuscito a introdursi nell'edificio, ha raggiunto un’aula al terzo piano e ha tentato di togliersi la vita lanciandosi dalla finestra.
Solo la reattività del professor Salvatore Antonio Muzzupappa, che lo ha afferrato per le gambe mentre era già nel vuoto, ha evitato che la giornata finisse in tragedia.
Indice
L'irruzione in classe e il tentativo di suicidio
Il ragazzo, iscritto a un'altra scuola, si è presentato alla porta della classe dove il professor Muzzupappa stava tenendo una lezione di storia.
Dopo aver chiesto di parlare con una studentessa, il giovane è entrato senza attendere il permesso del docente.
Pochi istanti dopo, racconta ‘Bergamo News’, si è diretto verso la finestra aperta e si è lanciato dal davanzale da un’altezza di circa 12 metri.
Il salvataggio estremo: trattenuto a testa in giù
In quegli istanti carichi di terrore, il professore ha dimostrato una prontezza di riflessi straordinaria.
Prima che il giovane potesse precipitare, Muzzupappa lo ha afferrato per le gambe, riuscendo a sostenerne il peso mentre il corpo del ragazzo oscillava pericolosamente nel vuoto, fissando l’asfalto a testa in giù.
Le grida dell’insegnante e degli studenti hanno richiamato l’attenzione del personale scolastico: due collaboratori sono accorsi immediatamente, aiutando il docente nell’estenuante sforzo fisico di tirare il giovane all'interno dell’aula.
L'arrivo dei soccorsi e il sequestro del coltellino
Una volta messo in sicurezza, il ragazzo è stato affidato alle cure degli operatori sanitari del 118 e agli agenti della Polizia di Stato.
Durante i controlli, le forze dell'ordine hanno rinvenuto nelle tasche del giovane un coltellino artigianale, che tuttavia non era mai stato estratto o utilizzato durante l'episodio.
La situazione, che ha lasciato sotto shock l'intero istituto, è tornata alla calma intorno a mezzogiorno, lasciando spazio alla gratitudine verso l'insegnante.
"Un gesto eroico", dicono gli studenti. "Eroico, ma anche e soprattutto umano", aggiunge un'insegnante.