Finestra scuola

Lunedì mattina, intorno alle 11:00, la quiete dell'Itis Paleocapa di Bergamo è stata squarciata da un grido. 

Un giovane maggiorenne, estraneo all'istituto, è riuscito a introdursi nell'edificio, ha raggiunto un’aula al terzo piano e ha tentato di togliersi la vita lanciandosi dalla finestra

Solo la reattività del professor Salvatore Antonio Muzzupappa, che lo ha afferrato per le gambe mentre era già nel vuoto, ha evitato che la giornata finisse in tragedia.

Indice

  1. L'irruzione in classe e il tentativo di suicidio
  2. Il salvataggio estremo: trattenuto a testa in giù
  3. L'arrivo dei soccorsi e il sequestro del coltellino
  4. "Non mi sento un eroe, oggi fare il prof significa anche vigilare e stare attenti"

L'irruzione in classe e il tentativo di suicidio

Il ragazzo, iscritto a un'altra scuola, si è presentato alla porta della classe dove il professor Muzzupappa stava tenendo una lezione di storia. 

Dopo aver chiesto di parlare con una studentessa, il giovane è entrato senza attendere il permesso del docente. 

Pochi istanti dopo, racconta ‘Bergamo News’, si è diretto verso la finestra aperta e si è lanciato dal davanzale da un’altezza di circa 12 metri.

Il salvataggio estremo: trattenuto a testa in giù

In quegli istanti carichi di terrore, il professore ha dimostrato una prontezza di riflessi straordinaria

Prima che il giovane potesse precipitare, Muzzupappa lo ha afferrato per le gambe, riuscendo a sostenerne il peso mentre il corpo del ragazzo oscillava pericolosamente nel vuoto, fissando l’asfalto a testa in giù

A raccontare l’episodio al ‘Quotidiano Nazionale’ è lo stesso professore: “Quel ragazzo ha aperto la finestra (al terzo piano, a una altezza non inferiore a dieci metri), è salito e senza esitare si è tuffato a testa in giù. Io sono riuscito ad afferralo per un piede e il pantalone. È stato un mix di istinto, fortuna e forza adrenalinica per non farlo andare giù. Nella mia testa pensavo: adesso mi sfugge, adesso mi sfugge, fatti forza”.

Le grida dell’insegnante e degli studenti hanno richiamato l’attenzione del personale scolastico: due collaboratori sono accorsi immediatamente, aiutando il docente nell’estenuante sforzo fisico di tirare il giovane all'interno dell’aula.

L'arrivo dei soccorsi e il sequestro del coltellino

Una volta messo in sicurezza, il ragazzo è stato affidato alle cure degli operatori sanitari del 118 e agli agenti della Polizia di Stato

Durante i controlli, le forze dell'ordine hanno rinvenuto nelle tasche del giovane un coltellino artigianale, che tuttavia non era mai stato estratto o utilizzato durante l'episodio. 

La situazione, che ha lasciato sotto shock l'intero istituto, è tornata alla calma intorno a mezzogiorno, lasciando spazio alla gratitudine verso l'insegnante.

"Un gesto eroico", dicono gli studenti. "Eroico, ma anche e soprattutto umano", aggiunge un'insegnante.

"Non mi sento un eroe, oggi fare il prof significa anche vigilare e stare attenti"

"Non mi sento un eroe", ha chiarito il professore al 'Corriere di Bergamo'. E spiega: "Non mi era mai accaduto niente di simile, ma è la scuola a essere cambiata. Oggi essere insegnante non significa più solo insegnare Dante e Napoleone, ma vigilare e stare attenti".

Ancora: "Chiunque avrebbe fatto lo stesso. E sono stato aiutato anche dalla fortuna".

E poi una considerazione sul divario generazionale dovuto principalmente alla dimensione digitale: "La nuova generazione è diversa da quelle precedenti, e credo che un utilizzo più controllato, ridotto, dei social, potrebbe davvero fare la differenza nelle vite dei ragazzi".

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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