
Un video di pochi secondi, una “bravata” pensata per i social e poi il conto, decisamente più alto del previsto.
A Singapore uno studente francese di 18 anni rischia il carcere dopo essersi filmato mentre leccava una cannuccia destinata all’uso pubblico, per poi rimetterla nell’erogatore di un distributore automatico di succo d’arancia.
L’episodio sarebbe avvenuto il 12 marzo all’interno di un centro commerciale. Il ragazzo, in città con un visto per motivi di studio, avrebbe poi pubblicato il filmato su Instagram. Una scelta che, in pochissimo tempo, ha fatto esplodere il caso: il video è diventato virale, ma non esattamente nel modo sperato.
Due anni di carcere per violazione dell'igiene pubblica
Secondo quanto riportato dai media locali e ripreso da Tgcom24, le autorità gli contestano due accuse: disturbo della quiete pubblica e danneggiamento. Non proprio una “nota sul registro”, insomma.
A Singapore, infatti, le regole su igiene, sicurezza e ordine pubblico sono molto rigide, e anche un gesto apparentemente stupido può avere conseguenze pesanti.
Il rischio per lo studente sarebbe quello di una condanna superiore ai due anni di carcere, oltre a una multa. Un prezzo enorme per un contenuto nato, probabilmente, con l’obiettivo di fare views, strappare una reazione o provocare chi guardava.
Il danno subito dall'azienda
A pesare sulla vicenda c’è anche il danno subito dall’azienda proprietaria del distributore, iJooz. Dopo la segnalazione, la società ha dovuto intervenire sostituendo tutte le 500 cannucce presenti nella macchina, per garantire la sicurezza e l'igiene dei consumatori che usufruiscono del servizio.
La storia riapre un tema ormai sempre più frequente: fino a che punto ci si può spingere pur di ottenere attenzione online? Tra prank, challenge e contenuti costruiti per diventare virali, il confine tra scherzo e guai può diventare molto sottile.
E, in alcuni Paesi, superarlo può significare finire direttamente davanti a un giudice.
Nel frattempo, lo studente sarebbe finito anche al centro di un’indagine interna da parte dell’istituto che frequentava, mentre i genitori sarebbero arrivati a Singapore per seguirlo da vicino. La prossima udienza è fissata per il 22 maggio.