Quasi 7mila posti di lavoro in meno nelle scuole italiane, tra docenti e personale Ata. È quanto previsto dalla nuova legge di Bilancio, una prospettiva che ha acceso lo scontro tra i sindacati e il governo, aprendo la strada a una nuova stagione di mobilitazioni.
E mentre il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si è detto disponibile a rivedere la misura, quattro organizzazioni sindacali hanno già fissato una protesta a Roma per l'11 novembre, seguita da una giornata di assemblee in tutte le scuole italiane.
A scendere in piazza saranno Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Anief, unite sotto uno slogan che non lascia spazio a interpretazioni: "Vietato tagliare".
Nel mirino ci sono i 6.974 posti che, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, potrebbero scomparire dagli organici scolastici, con conseguenze che, secondo i sindacati, rischiano di tradursi in maggiori carichi di lavoro, più precarietà e meno risorse per il sistema educativo.
Ma cosa significa tutto questo per chi ogni giorno entra in classe? Per ora non si parla di un blocco generalizzato delle lezioni l'11 novembre, perché la mobilitazione prevista è un sit-in.
Diverso il discorso per lunedì 16 novembre, quando le assemblee sindacali in orario di servizio potrebbero incidere sul regolare svolgimento delle attività didattiche.
La partita, intanto, resta aperta anche sul piano politico: l'obiettivo dei sindacati è ottenere la cancellazione dei tagli durante l'esame parlamentare della manovra. Ecco quando si terranno le proteste e quali potrebbero essere le conseguenze per le scuole.
Indice
Sit-in a Roma: dove e a che ora
L'appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre, dalle 14 alle 17, a piazza Vidoni, nei pressi del ministero della Funzione pubblica. A organizzarlo sono Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief, guidati rispettivamente da Ivana Barbacci, Giuseppe D'Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico.
La giornata comincia in mattinata. Alle 11 è in programma una conferenza stampa all'Hotel Nazionale, in piazza Monte Citorio.
Va precisato che si tratta di un sit-in. Lo sciopero generale lo ha confermato la Cgil per il 20 novembre, con l'adesione della Gilda, che terrà un sit-in in piazza Santi Apostoli dalle 10 alle 13.
Lo stesso giorno c'è anche lo Youth strike, la mobilitazione della Gen Z che porterà in piazza migliaia di studenti accanto ai lavoratori.
E cosa spinge gli studenti in piazza?
Secondo il sondaggio di Skuola.net "Proteste studentesche 2026" di ottobre 2026, il 36,5% dei 181 studenti che hanno risposto a questa domanda condivide soprattutto la richiesta di aumentare gli investimenti sulla scuola e ridurli sulle armi, mentre il 21,5% mette al primo posto le difficoltà dei giovani a crearsi un futuro.
I tagli previsti dalla manovra
Il testo della legge di Bilancio prevede, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, 4.925 posti in meno nell'organico dell'autonomia, quello dei docenti. A questi si aggiunge una riduzione di 2.049 posti per il personale Ata, cioè amministrativo, tecnico e ausiliario.
In totale sono 6.974 posti. Secondo le tabelle allegate alla manovra, i risparmi per la scuola valgono 83,9 milioni di euro nel 2027 e 251,7 milioni dal 2028 in poi.
Valditara apre, ma servono le coperture
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, durante il Question Time alla Camera, ha prospettato un passo indietro. "Intendiamo lavorare affinché, durante l'iter parlamentare della legge di bilancio, la misura del taglio al personale scolastico possa essere eliminata", ha dichiarato.
Per ora resta un impegno politico. Per renderla concreta, bisogna modificare il testo e garantire una copertura finanziaria: le audizioni sulla manovra si svolgeranno dal 9 al 12 novembre, mentre gli emendamenti dovranno arrivare entro il 17 novembre alle 18.
Il 4 novembre i vertici della Uil hanno incontrato Valditara al ministero. "Usciamo dall'incontro fiduciosi, ma continueremo a mantenere alta l'attenzione. Verificheremo che le risorse vengano effettivamente individuate e che i tagli siano cancellati", hanno detto Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, e Giuseppe D'Aprile.
I sindacati tengono insieme protesta e trattativa. "La nostra disponibilità al confronto è un atto di responsabilità, che però dev'essere reciproca", spiegano le quattro sigle.
Il 16 novembre assemblee in tutte le scuole
Concluso il sit-in, la protesta continuerà lunedì 16 novembre attraverso assemblee sindacali durante l'orario di servizio nelle scuole di tutta Italia. I leader nazionali delle quattro organizzazioni interverranno in diretta streaming.
Tradotto per chi sta in classe: quel giorno potrebbero esserci interruzioni delle lezioni. Per orari e modalità conviene tenere d'occhio le comunicazioni della propria scuola.