A 18 anni frequenta il liceo Minghetti di Bologna, si allena sei volte a settimana e ha già combattuto anche in Cina. Leonardo Collina è allo stesso tempo uno studente e una delle promesse del Bologna Wrestling Team, l'academy che lo sta portando dai banchi di scuola ai ring di mezzo mondo.
Il suo percorso racconta un fenomeno che in Italia cresce in silenzio: il wrestling, lo sport-spettacolo nato negli Stati Uniti e fatto conoscere da star come Hulk Hogan e John Cena, sta trovando spazio anche tra i giovani studenti italiani. Collina ne è l'esempio più concreto, diviso tra interrogazioni e allenamenti sul ring.
La sua storia tocca un punto centrale per chi segue questo mondo: quanto sia reale la fatica dietro le coreografie, e quanto lavoro ci sia dietro un personaggio da "cattivo" o da "buono" costruito sul ring.
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Leonardo Collina studia al Minghetti e lotta dal 2022
Leonardo Collina ha 18 anni, è bolognese e frequenta il liceo Minghetti. Il wrestling è entrato nella sua vita come spettacolo televisivo, guardato insieme al padre, prima ancora di diventare una pratica sportiva vera e propria.
Il salto è arrivato nel periodo successivo al Covid, quando Collina ha smesso di giocare a basket e ha scoperto i corsi del Bologna Wrestling Team. Da quel momento pratica stabilmente questo sport, e oggi il suo impegno settimanale comprende due corsi e sei allenamenti in palestra.
Il percorso lo ha già portato fuori dai confini regionali e nazionali: Collina si è esibito anche in Cina, un passaggio che racconta la crescita rapida di un 18enne ancora alle prese con la maturità del liceo.
Sul ring contano fisico, mente e interpretazione
Chi pensa che il wrestling sia soltanto spettacolo dovrebbe fare i conti con la fatica che lo stesso Collina descrive. Per lui lo sport è fatto per il 60% di parte fisica e per il 40% di parte mentale, e dopo ogni incontro, anche breve, si ritrova completamente a terra di stanchezza.
La preparazione non riguarda solo muscoli e resistenza. Gli allenamenti includono anche il lavoro sulla capacità interpretativa e attoriale necessaria a costruire un personaggio credibile davanti al pubblico.
Collina ha scelto di interpretare il ruolo del cattivo, l'heel, invece di quello del buono, il face. Una scelta che comporta più responsabilità, perché è lui a gestire gli spazi e i tempi del match, mentre chi fa il face si limita a godersi il contatto con il pubblico.
"Quando sei sul ring ti senti in cima al mondo", racconta Collina a Il Corriere della Sera, "e all'inizio non è facile scendere dal piedistallo, nel mio caso tornare alla versione studente di liceo".
Il Bologna Wrestling Team prepara talenti per l'estero
L'academy che segue Collina si allena negli spazi di via Fioravanti 22, a Bologna, e organizza eventi dal vivo quattro volte all'anno. Nei suoi live sono passati nomi noti del circuito internazionale, come Rob Van Dam e Tajiri.
A guidare il gruppo come capo allenatore è Guglielmo Vespignani, in arte Nico Narciso, che ha debuttato da professionista all'estero nel 2016 e ha fatto del wrestling il proprio lavoro, girando il mondo.
Sul conto del suo allievo, Narciso non ha dubbi: "Se c'è un talento promettente, è sicuramente lui. Ha debuttato in Inghilterra contro di me a 15 anni, da bambino prodigio, poi abbiamo formato una squadra per un periodo.
Adesso siamo tornati a esibirci singolarmente e credo che lui abbia il potenziale per arrivare ad alto livello".
Chi vuole vedere Collina misurarsi di nuovo con il suo mentore può farlo domenica 18 ottobre al Teatro Centofiori, in zona Corticella, a partire dalle 18.