
Un pulcino vero, pigolante e chiuso in una scatolina. È successo davvero in una scuola paritaria della Campania (tra Napoli e Caserta), dove oltre sessanta piccoli volatili sono stati consegnati agli alunni tra i 3 e gli 11 anni come "dono di Pasqua".
Una scelta che ha scatenato un enorme polemica, con l'intervento delle associazioni per la protezione degli animali, veterinari dell'ASL e della politica per assicurare un posto consono ai pulcini per vivere.
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Cosa è successo: un regalo "fuori controllo"
La vicenda è diventata un caso nazionale dopo che il deputato Francesco Emilio Borrelli ha diffuso video e foto della distribuzione. I pulcini, nati da pochissimi giorni, sono stati consegnati ai bambini dentro scatole decorate con paglia e adesivi, proprio come se fossero dei giocattoli o dei gadget da scaffale.
Le famiglie si sono ritrovate a gestire un'adozione forzata senza alcun preavviso, con genitori spiazzati che, all'uscita da scuola, hanno dovuto capire come accudire un animale così delicato tra le mura di casa.
Perché è un errore educativo e sanitario
Oltre alla questione etica, regalare animali vivi come fossero oggetti solleva problemi gravissimi legati al benessere animale:
I pulcini neonati hanno bisogno di calore costante e cure specifiche; il trasporto in scatole di cartone e il rumore causano loro uno stress che può essere letale. Trattare un essere vivente come un "premio" stagionale educa i bambini a una visione distorta della natura, dove l'animale è un oggetto a nostra disposizione. Inoltre, un pulcino cresce in fretta e richiede spazi (come un pollaio) che difficilmente si trovano in un appartamento di città.
Le denunce di Enpa e Lav
Le associazioni non sono rimaste a guardare. L'Enpa ha spiegato che affidare esseri così piccoli a bambini significa esporli a sofferenza certa.
La Lav (Lega Anti Vivisezione) ha rincarato la dose, ricordando che questo comportamento viola le linee guida del Ministero sull'educazione civica e potrebbe addirittura configurare il reato di detenzione incompatibile (articolo 727 del Codice Penale).
L'intervento delle autorità, le scuse e l'adozione di massa
La politica locale si è mossa rapidamente. Gli assessori Fiorella Zabatta e Andrea Morniroli hanno attivato i servizi veterinari dell'ASL e l'Istituto zooprofilattico. Dalle prime verifiche è emerso che una scuola non ha i requisiti normativi per detenere e distribuire animali.
Dopo le pesanti critiche, la scuola ha pubblicato un post di scuse sui social, ammettendo la leggerezza dell'iniziativa. I pulcini superstiti sono stati presi in carico dai veterinari e verranno trasferiti in strutture specializzate dove potranno crescere secondo le loro necessità.