bagni chiusi scuola pordenone

Pordenone, in una scuola secondaria di primo grado, la dirigenza è stata costretta ad adottare un provvedimento drastico: chiudere i bagni del primo e del secondo piano per garantire maggiore controllo e sicurezza all’interno dell’edificio.

A riportare la vicenda è l’edizione locale de Il Messaggero Veneto, che ha raccolto le segnalazioni arrivate sia dalla scuola sia dalle organizzazioni sindacali.

Alla base della decisione c’è uno squilibrio ormai difficile da sostenere tra la struttura dell’istituto, molto ampia e frequentata da 460 studenti, e il numero ridotto di collaboratori scolastici disponibili.

Indice

  1. Solo due bidelli per sorvegliare 460 alunni
  2. Il ruolo chiave dei collaboratori scolastici
  3. La nota dell'istituto

Solo due bidelli per sorvegliare 460 alunni

L’organico, infatti, è composto da due bidelli nel turno del mattino, due nel pomeriggio e una sola unità con orario flessibile.

Una dotazione considerata insufficiente per controllare in modo efficace tutti e tre i piani della scuola, soprattutto durante le uscite degli alunni dalle classi e nei momenti in cui sarebbe necessario presidiare contemporaneamente corridoi, accessi e servizi igienici.

La scelta di interdire i bagni dei piani superiori nasce anche dalla necessità di evitare il ripetersi di alcuni episodi di imbrattamento registrati nei mesi scorsi.

Concentrando l’utilizzo dei servizi igienici al piano terra, la scuola punta infatti a rendere più semplice la vigilanza da parte del personale non docente, che può così monitorare meglio gli spostamenti degli studenti.

Il problema, però, va oltre i singoli comportamenti scorretti e chiama in causa una questione più ampia: quella della sorveglianza negli edifici scolastici.

I sindacati del comparto scuola sottolineano da tempo come la mancanza di personale ATA, e in particolare dei collaboratori scolastici, stia mettendo in difficoltà molti istituti del territorio.

Il ruolo chiave dei collaboratori scolastici

Si tratta di figure spesso considerate marginali nel dibattito pubblico, ma in realtà fondamentali per il funzionamento quotidiano della scuola.

Ai bidelli spetta infatti il compito di vigilare sugli spazi comuni, controllare ingressi e corridoi, intervenire in caso di necessità e contribuire al mantenimento del decoro e dell’igiene degli ambienti.

In edifici grandi e popolati da centinaia di studenti, svolgere tutte queste mansioni con organici così ridotti diventa però sempre più complicato.

Secondo i rappresentanti sindacali, in molti casi due o tre unità per turno devono farsi carico di una mole di lavoro eccessiva, senza poter garantire una presenza costante in tutti i punti sensibili della scuola.

Una situazione che rischia di tradursi non solo in un peggioramento del servizio, ma anche in un abbassamento complessivo dei livelli di sicurezza.

E il quadro potrebbe non migliorare nel prossimo anno scolastico. Anche se il calo demografico porterà a una riduzione del numero degli iscritti, i sindacati avvertono che il fabbisogno di personale ATA resterà elevato in molte scuole del territorio.

Il rischio, quindi, è che misure emergenziali come quella adottata a Pordenone possano diventare sempre più frequenti.

La nota dell'istituto

L'eco mediatico della notizia ha spinto inoltre l'istituto a pubblicare una nota con tutte le precisazioni del caso.

"Qalche giorno fa la stampa locale ha dato particolare risalto alla notizia della temporanea chiusura dei servizi igienici maschili al primo e al secondo piano della scuola secondaria di I grado G. Lozer.

Si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni in merito che permettano di collocare la notizia nella dimensione corretta.La decisione di chiudere i bagni ai piani della scuola Lozer si è resa necessaria a seguito di comportamenti scorretti da parte di un numero molto limitato di alunni, che hanno causato disagi e
danneggiamenti agli spazi comuni.

Si tratta di episodi circoscritti, che non rappresentano in alcun modo il senso civico e il rispetto dimostrati quotidianamente dalla stragrande maggioranza dei
nostri studenti. 

Dispiace constatare come tali episodi, marginali e limitati, abbiano trovato ampio spazio mediatico, mentre ben poca attenzione viene riservata alla ricca progettualità educativa e agli ottimi risbultati scolastici che caratterizza il nostro istituto e che coinvolge centinaia di alunni ogni anno."

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
Skuola | TV
#Sapevatelo: Maschio Alfa o Bad Girl? Come “disinnescare” gli stereotipi di genere e i consigli pratici per superarli

"Maschio Alfa" e "Bad Girl" sembrano etichette vuote, eppure continuano a condizionarci più di quanto pensiamo. Ne parliamo nel nuovo episodio di #Sapevatelo con Diana Alessandrini, giornalista e voce storica di Formato Famiglia su Rai Radio 1

Segui la diretta