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Pensi che un test PISA sia solo una versione più difficile delle verifiche che fai a scuola? Prova a risolvere queste domande: sembra semplice, ma per arrivare alla risposta bisogna ragionare, seguire una sequenza di istruzioni e non perdere di vista l’obiettivo.
La sfida arriva direttamente dall’OCSE, l’organizzazione che realizza PISA, il più grande studio internazionale sulle competenze degli studenti quindicenni. Vediamo se riesci a fare meglio dei quindicenni messi alla prova dall’OCSE.
Indice
Prima prova: quale sequenza porta al quadrato grigio?
Il problema proposto nei test dell’OCSE è apparentemente molto semplice. Abbiamo una griglia con un punto nero e un quadrato grigio. Il punto deve raggiungere proprio quella casella.
Ogni freccia corrisponde a uno spostamento di una casella. Il punto di partenza si trova nell’angolo in basso a destra, mentre il traguardo è nell’angolo in alto a sinistra.
A disposizione ci sono quattro possibili sequenze di istruzioni. Bisogna scegliere quella che porta effettivamente il punto sul quadrato grigio.
La difficoltà sta nel fatto che non basta riconoscere visivamente dove si trova il traguardo: bisogna eseguire mentalmente le istruzioni una alla volta, tenendo conto della posizione raggiunta dopo ogni movimento.

Come risolvere il rompicapo
La risposta corretta è la sequenza:
- su → sinistra → su → sinistra
Partendo dall’angolo in basso a destra, il punto sale di una casella, si sposta a sinistra, sale ancora e infine si sposta nuovamente a sinistra, arrivando esattamente sul quadrato grigio.
Sembra un giochino, ma dietro questo tipo di esercizio c'è una competenza che PISA cerca di misurare: la capacità di applicare conoscenze e strategie per risolvere problemi, anche quando la soluzione non è immediatamente evidente.
E questa è proprio la logica delle domande PISA: non limitarsi a verificare se uno studente ricorda una formula o una definizione, ma capire se riesce a utilizzare quello che sa davanti a un problema nuovo.
Seconda prova: quale istruzione manca?
La seconda domanda cambia leggermente il meccanismo. Il punto deve ancora raggiungere il quadrato grigio, ma questa volta il programma contiene già alcune istruzioni e bisogna individuare quella mancante.
La sequenza porta inizialmente il punto verso l'alto e poi deve utilizzare una serie di movimenti ripetuti. Tra le possibilità ci sono “move right” e “move left”. La soluzione corretta è “move right”.
Anche questa è una domanda a scelta multipla, ma la difficoltà sale a 405 punti. Il principio è interessante: non basta più eseguire passivamente una sequenza. Bisogna capire quale istruzione permette al programma di raggiungere l'obiettivo.

Terza prova: programmazione e logica
La card propone una prova di programmazione logica: bisogna modificare il programma affinché il braccio robotico sposti entrambe le lattine verdi oltre il muro, nella colonna di destra.
La soluzione
La sequenza da inserire nel blocco “repeat” è:
Repeat 2 times:
- Pick up – prende una lattina.
- Move right – attraversa il muro.
- Place – deposita la lattina dall'altra parte.
- Move left – torna nella posizione di partenza.
Quindi il programma completo è:
Repeat 2 times → Pick up → Move right → Place → Move left

Quarta prova: costruire da zero
Qui non viene chiesto di completare un programma già impostato, ma di costruirlo da zero.
La prova
L'obiettivo indicato nella card è:
“Sort the objects into their goal state positions using as few blocks as possible.”
Bisogna quindi programmare il braccio robotico affinché sposti gli oggetti nelle rispettive posizioni finali, cercando di utilizzare il minor numero possibile di blocchi di codice. A disposizione ci sono comandi come:
- move left
- move right
- pick up
- place
- repeat
- if... else
Il punto centrale della prova è che lo studente deve mettere insieme le conoscenze acquisite negli esercizi precedenti. Non viene più guidato passo passo: deve osservare la configurazione iniziale, confrontarla con quella finale e costruire autonomamente una strategia.

Che cos'è il test PISA?
PISA, acronimo di Programme for International Student Assessment, è l'indagine internazionale dell'OCSE che valuta le competenze dei ragazzi intorno ai 15 anni.
Non è quindi un esame che tutti gli studenti devono sostenere. L'OCSE seleziona un campione rappresentativo di studenti nei diversi Paesi e utilizza i risultati per confrontare i sistemi educativi e capire quali competenze possiedono i ragazzi alla fine della scuola dell'obbligo.
L'edizione 2025 è stata la più grande mai realizzata: hanno partecipato circa 760.000 studenti in 91 Paesi ed economie, un campione che rappresenta circa 33 milioni di quindicenni che frequentano la scuola nel mondo.
Le prove riguardano principalmente matematica, lettura e scienze. Nell'edizione 2025 la materia principale è stata scienze, mentre matematica e lettura sono state aree secondarie.
La rilevazione ha inoltre introdotto il dominio innovativo del Learning in the Digital World, dedicato alla capacità di apprendere e risolvere problemi utilizzando strumenti digitali e computazionali.
Ed è proprio per questo che la domanda della card è interessante: non chiede semplicemente di ricordare qualcosa studiato sui libri, ma mette alla prova la capacità di seguire una procedura, individuare una soluzione e applicare una strategia.
PISA 2025: gli studenti italiani resistono
Chissà come se la sono cavata con questi rompicapi. Quello che sappiamo, però, è che i risultati PISA 2025 restituiscono un quadro complessivamente positivo per i quindicenni italiani: il nostro Paese si colloca infatti sopra la media OCSE in Scienze (483 punti), Lettura (474) e Matematica (468). In Scienze si registra anche un miglioramento rispetto al 2022.
Dietro questi risultati, però, resta un divario importante: in Scienze gli studenti provenienti dai contesti socio-economici più favoriti raggiungono in media 518 punti, mentre tra i più avvantaggiati e i più svantaggiati c'è una distanza di 80 punti.
Lo status socio-economico spiega circa l'11% delle differenze nei risultati italiani. C'è comunque un dato incoraggiante: circa il 12% degli studenti più svantaggiati riesce a raggiungere risultati eccellenti, rientrando tra gli studenti definiti dall'OCSE “accademicamente resilienti”.