
Apparentemente sono gli studenti più bravi d’Italia o, almeno, quelli che riescono nell’impresa di schivare il debito scolastico: sono gli alunni del Trentino Alto-Adige.
Guardando, infatti, gli esiti - parziali - degli scrutini delle scuole superiori diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, da anni in corrispondenza di questa regione compare un dato che lascia sbalorditi: 0,0% di sospensioni del giudizio.
Una cifra clamorosa, se confrontata con il 17,7% della media nazionale o con il record negativo della non distante Valle d’Aosta, dove ben il 27,5% dei ragazzi è stato rimandato a settembre.
Ma cosa c’è dietro questo clamoroso zero assoluto? Da una parte la mancanza dei dati statistici relativi alla Provincia autonoma di Bolzano, dall’altra la scelta della Provincia autonoma di Trento.
Qui, infatti, gli esami di riparazione a fine estate non esistono più da circa trent’anni: ovvero da quando anche in tutto il resto d’Italia si decise di abolirli fatto salvo recuperarli una quindicina d’anni dopo.
Cosicché, attualmente, la legislazione provinciale ha stabilito che non ci sia alcuna sospensione del giudizio a giugno: i consigli di classe decidono subito se promuovere o bocciare l'alunno.
E se uno studente ha delle insufficienze non così gravi da meritare la bocciatura? Semplice: viene promosso, ma con l'obbligo di recuperare le lacune durante l'anno scolastico successivo attraverso piani di studio personalizzati gestiti dalle singole scuole.
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Perché il sistema attuale sta fallendo
Questo meccanismo di estrema flessibilità, nel tempo, ha però mostrato segni di stanchezza. Come ammesso dall’assessora provinciale all’Istruzione del Trentino, Francesca Gerosa, il sistema di recupero "morbido" si è rivelato inefficace dal punto di vista didattico. Di fatto, moltissimi ragazzi potevano proseguire indisturbati nel loro percorso scolastico senza aver mai realmente recuperato le proprie carenze, trascinandosi dietro vuoti gravissimi nelle conoscenze e nelle competenze.
Per questo motivo, la Giunta provinciale ha recentemente promosso e approvato il Disegno di Legge n. 75 (ribattezzato ddl Carenze), che vuole introdurre una vera e propria rivoluzione a partire dall'anno scolastico 2026/2027, coinvolgendo inizialmente le classi prime per poi estendersi gradualmente.
L'obiettivo dichiarato non è tornare al vecchio modello nazionale degli esami di riparazione a settembre - giudicati troppo gravosi per le tasche e il tempo delle famiglie - ma inaugurare una "terza via" trentina basata sul principio di corresponsabilità e monitoraggio continuo.
"Cicli biennali chiusi" e 6 con l’asterisco: come funziona la riforma
La colonna portante della riforma è l’introduzione dei "cicli biennali chiusi". Il percorso delle scuole superiori verrà idealmente diviso in due blocchi (il primo e il secondo biennio), così strutturato:
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Primo e Terzo anno (classi "aperte") - In queste classi non ci saranno debiti formativi o esami estivi. Se lo studente presenterà delle insufficienze a giugno, queste verranno registrate sulla pagella con un voto del tutto inedito: il 6 con l'asterisco (6*). Questo simbolo indicherà che l'alunno è promosso alla classe successiva ma ha una carenza formale che è obbligato a recuperare.
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Secondo e Quarto anno (classi "di sbarramento") - Alla fine del secondo e del quarto anno, i nodi verranno al pettine. Gli studenti dovranno dimostrare di aver colmato in pieno ogni insufficienza per poter essere ammessi alla classe successiva. Le scuole organizzeranno corsi di recupero obbligatori e avranno l'autonomia di predisporre prove di verifica entro la fine di agosto. Sarà poi il consiglio di classe a valutare gli esiti e a decretare la promozione o la bocciatura definitiva.
Cambia anche il voto in condotta: arrivano le "capacità relazionali"
Il ddl 75, però, non si limita a riscrivere le regole dei debiti scolastici ma introduce in pagella una vera e propria valutazione delle "capacità relazionali" dello studente: il modo in cui i ragazzi stanno in classe, collaborano con i compagni e rispettano le regole comuni diventerà una componente del giudizio finale al pari delle discipline curricolari. Di conseguenza, insufficienze gravi e reiterate sotto questo profilo potranno addirittura comportare la non ammissione all'anno successivo o all'esame di Stato.
La "ricreazione", insomma, sta davvero per finire anche per gli studenti trentini. Dal 2026 - per il via libera definitivo bisogna attendere la pronuncia dell’Aula consiliare - l'asterisco in pagella potrebbe ricordare loro che le lacune non possono più essere semplicemente lasciate in un cassetto mentre ci si gode le vacanze.