colpo alle poste

La madre lo ha accompagnato davanti ai cancelli di scuola e lui, invece di entrare in classe, decide di mettere a segno un colpo in alle poste. È l'incredibile vicenda accaduta a Vigliano Biellese, dove un ragazzino di soli 13 anni ha saltato le lezioni per compiere una rapina a mano armata all'ufficio postale locale, riuscendo a sottrarre circa 500 euro prima di essere fermato dai Carabinieri.

La dinamica del colpo: zaino in spalla e pistola giocattolo

Tutto è successo la mattina del primo aprile. Nonostante la data, non si è trattato affatto di uno scherzo. Il giovane, descritto come un ragazzo di "buona famiglia" e assolutamente sconosciuto alle forze dell'ordine, è entrato nell'ufficio postale di Corso Libertà.

Ha estratto una pistola (rivelatasi poi un giocattolo) puntandola contro l'impiegato. Sotto minaccia, si è fatto consegnare il denaro contante disponibile, che ha infilato nello zainetto di scuola ed è scappato a piedi.

Il fermo e l'inseguimento

L'allarme è scattato immediatamente. I dipendenti delle Poste hanno allertato i Carabinieri, che hanno avviato le ricerche tra Vigliano e il comune limitrofo di Candelo.

Il baby rapinatore è stato rintracciato poco dopo mentre cercava di dileguarsi: addosso aveva ancora lo zaino con dentro i 500 euro in contanti appena rubati.

Cosa succede ora? Il nodo della non imputabilità

Dal punto di vista legale, la situazione è complessa. Essendo un minore di 14 anni, il ragazzo non è imputabile secondo il codice penale italiano.

Questo significa che non può subire un processo penale o essere condannato.

Tuttavia, l'evento resta di una gravità estrema e probabilmente porterà all'intervento dei servizi sociali e del Tribunale per i minorenni per capire cosa abbia spinto un tredicenne a un gesto simile.

 

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