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Sono ormai più di due anni che il mondo intero affronta la minaccia del Covid19. Chi meglio, chi peggio: in questi mesi tutti i Paesi hanno adottato le loro contromisure.
Dal 1° ottobre in Italia è caduto l'obbligo di indossare mascherine FFP2 sui mezzi pubblici; a scuola le nuove regole anti-Covid impongono la mascherina solo ai soggetti fragili e ai contatti stretti di casi positivi: questi ultimi rimangono a casa, e non è prevista per loro la didattica digitale integrata. Ma cosa succede negli altri Paesi? Quali sono le misure anti-Covid in vigore all’estero? E cosa succede a scuola? Per scoprirlo “Il Corriere della Sera” ha intervistato studentesse e studenti italiani che in questo momento stanno vivendo un periodo di studio all'estero.
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Giappone e Filippine i più attenti ai contagi
Tra i Paesi con le regole più rigide, figurano senza dubbio le Filippine, come racconta Francesca Dattero che sta frequentando la Tanauan National High School: ”Le misure Covid sono rigorosamente rispettate: distanziamento e mascherina sia al chiuso che all’aperto. Nella mia classe siamo in 51 e così la scuola ci divide in due gruppi, batch 1 e 2. Se il batch 1 è a scuola, il batch 2 è a casa per fare attività individuali, e viceversa”.
In Giappone non sono in vigore misure d'obbligo, ma come sappiamo i giapponesi sono per natura ligi al dovere: ”Tutti ancora indossano le mascherine all’interno degli spazi chiusi, ma anche all’esterno, soprattutto in presenza di altri. Ad ogni scuola viene lasciata la libertà di decidere in quali situazioni richiederne l’utilizzo. Da me si tiene sempre e si toglie solo per il pranzo quando ogni studente mangia il proprio bento in classe. Nella mia classe siamo in 40. Durante il pranzo, per limitare i contatti, non è possibile spostare i banchi o cambiare posto. Tutte le misure sono rispettate ben oltre le raccomandazioni”, racconta Tommaso Galimberti che sta frequentando il quarto anno delle superiori a Sagamihara. Anche in Cile l'uso della mascherina è facoltativo e – racconta Lavinia Piu da Quirihue - ”le classi sono molto numerose: noi siamo in 37. E possono anche mescolarsi tra loro perché abbiamo lezioni in stile americano, con materie a scelte che ci fanno spostare in classi diverse”.
In Canada restrizioni per i positivi, a New York non ci sono più restrizioni
In Canadail virus viene affrontato oggi con modalità simili alle nostre: ”La principale restrizione riguarda i positivi – spiega Emma Violi dall’Ontario – Se sintomatici bisogna restare a casa. Se asintomatici bisogna portare la mascherina per 10 giorni. Generalmente queste restrizioni vengono rispettate”. A New York non ci sono più restrizioni e non è prevista la Dad, tuttavia, spiega Aisha Lofino dagli USA ”La scuola però si è rinnovata con le lavagne multimediali e con l’utilizzo di pass per spostarsi anche solo per andare in bagno”.
Tornando nel continente europeo, Ludovica Staine ci racconta la situazione da Göteborg, Svezia: ” Qui non ci sono restrizioni. Niente distanziamento o mascherine. Da un mese che sono qui, non ho mai visto nessuno indossarla neanche sui mezzi pubblici molto affollati e neanche a scuola. In classe siamo in 32”. Anche se – va sottolineato – la Svezia è uno dei Paesi che fin dall'inizio si è distinto per un approccio meno severo, con poche restrizioni.