scuola aula

Episodio gravissimo in provincia di Bergamo: una professoressa di 57 anni è stata accoltellata da uno studente di 13 anni e si trova ora ricoverata in ospedale in gravi condizioni.

Il fatto è avvenuto all'Istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario: secondo quanto si apprende da Il Messaggero il ragazzo - che stamattina indossava una maglietta con la scritta "Vendetta" - avrebbe aggredito la docente poco prima dell'inizio delle lezioni. 

I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno bloccato l'alunno e stanno effettuando le indagini del caso.

Indice

  1. Cosa è successo
  2. I soccorsi
  3. Lo studente fermato
  4. Valditara chiama in ospedale: "La docente non è in pericolo di vita"

Cosa è successo

Erano circa le 7:45 - pochi minuti prima dell'inizio delle lezioni - quando il ragazzo si è avvicinato alla docente davanti all'ingresso della scuola. Indossava pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta "Vendetta".

L'ha colpita più volte con un coltello, alla gola e all'addome. Con sé aveva inoltre anche una pistola scacciacani. Le condizioni della donna sono gravi.

I soccorsi

L'allarme è scattato subito: sul posto sono arrivati un'ambulanza della Croce Rossa, un'auto medica e, vista la gravità della situazione, anche l'elisoccorso da Bergamo. La professoressa è stata stabilizzata e trasportata in codice rosso all'ospedale Papa Giovanni XXIII. Le lezioni sono state sospese.

Lo studente fermato

Il tredicenne è stato bloccato dai carabinieri e dalla polizia locale intervenuti sul posto. Le indagini sono in corso e i motivi del gesto non sono ancora noti.

Valditara chiama in ospedale: "La docente non è in pericolo di vita"

Come riportato in una nota diramata dal MIM, il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha telefonato all'ospedale di Bergamo e appreso che l'insegnante aggredita non è fortunatamente in pericolo di vita.

"Ho parlato con l’ospedale di Bergamo: l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita. Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei Ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei Ministri dei Paesi convenuti.

L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale.

Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico.

Con il direttore generale dell’Unesco pensiamo serva una riflessione più generale sulla violenza nelle scuole legata anche all’uso dei social" si legge nella nota ministeriale.

Il ministro poi rilancia le iniziative della squadra di governo: "Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani.

Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l'educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica.

Oggi a Parigi, porrò la questione presso l’evento di lancio del Report 2026 GEM - Global Education Monitoring dell’Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio”, dichiara il numero uno del MIM. 

 

***in aggiornamento***

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
Skuola | TV
Referendum Giustizia 22 e 23 marzo, sostenitori del SÌ e NO a confronto: il vodcast Politigame

Gli avvocati e membri del CSM Claudia Eccher ed Ernesto Carbone ci illuminano sul Referendum Giustizia: cosa prevede la riforma della Giustizia approvata dal Parlamento e perché va a Referendum

Segui la diretta