studentessa

Maggio, tempo di verdetti. Manca pochissimo alla fine della scuola e la tensione nelle aule si taglia con il coltello. 

Per molti studenti questo è il momento dell'ultimo assalto al registro elettronico per recuperare quel 4 o quel 5 che rischia di trasformarsi in un debito estivo.

Proprio nel momento del bisogno, però, capita di scontrarsi con la frase più temuta: “Per me i giochi sono fatti, ho già abbastanza voti e non interrogo più nessuno”.

Come gestire la situazione senza cadere dalla padella alla brace?

Il diritto a una valutazione continua e il rifiuto del prof

Il primo riferimento per ogni studente è lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti (DPR 249/1998), insieme al DPR 122/2009 che regolamenta la valutazione scolastica, secondo cui la valutazione deve essere continua, trasparente e tempestiva.

Questo significa che, durante lo svolgimento dell'anno scolastico, l'attività didattica supporta costantemente l'apprendimento e garantisce allo studente il diritto a recuperare le proprie lacune secondo le modalità e i tempi stabiliti dal Collegio dei Docenti e dai calendari delle verifiche finali.

Tuttavia, il professore può legittimamente rifiutare un'interrogazione in casi specifici:

  • Mancanza di tempo oggettiva: Se in classe ci sono 25 persone sotto il 6 e mancano solo due ore di lezione alla fine dell'anno, il prof non ha fisicamente il tempo di ascoltare tutti. In questo caso deve comunque garantire un criterio equo (ad esempio una prova scritta di recupero per tutta la classe).

  • Strategia dell'ultimo secondo: Se hai rifiutato di offrirti per tutto l'anno e ti svegli l'ultimo giorno dell'ultima settimana utile, il docente può decidere di dare la priorità a chi ha dimostrato impegno costante durante il trimestre.

  • Numero congruo di voti: Se hai già effettuato il numero di verifiche stabilito dal Collegio dei Docenti come congruo per la valutazione, il professore possiede già tutti gli elementi necessari per formulare il giudizio finale e può considerare superflua un'ulteriore prova.

La strategia in 3 passi per sbloccare la situazione

Se ritieni di subire un'ingiustizia e hai pochi voti sul registro, ecco il piano d'azione diplomatico ma efficace da seguire immediatamente.

Il colloquio privato 

Non protestare davanti a tutta la classe durante la lezione, otterresti solo l'irrigidimento del docente. Vai alla cattedra durante il cambio d'ora o alla fine delle lezioni. Usa toni calmi e propositivi: “Prof, so che il tempo è poco, ma per me questa materia è fondamentale. Ho studiato gli ultimi tre capitoli, mi darebbe la possibilità di fare anche solo due domande per dimostrarle che ho recuperato?”. Dimostrarsi responsabili cambia tutto.

Parla con il Coordinatore di Classe

Se il professore si barrica dietro un muro di no, il passo successivo è rivolgersi al Coordinatore di Classe (magari chiedendo supporto ai tuoi rappresentanti di classe). Il Coordinatore non può obbligare il collega a interrogarti, ma ha un ruolo di mediazione: può favorire il dialogo tra voi e verificare se ci sono i presupposti per venirti incontro nel rispetto delle regole del Consiglio di classe.

Il supporto della famiglia e la verifica dei regolamenti

Se la situazione è bloccata, parlane subito a casa. I tuoi genitori possono chiedere un colloquio urgente o inviare una segnalazione scritta alla scuola per verificare se siano stati rispettati i criteri di valutazione continui e trasparenti previsti dal Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e dal Regolamento d'Istituto.

Cosa NON fare assolutamente a maggio

Per evitare che il Consiglio di Classe si riunisca a giugno con un giudizio negativo sul tuo conto, evita questi errori da bollino rosso:
  • Fare "sega" o filone: Saltare i giorni di scuola a maggio per evitare i prof non farà sparire le insufficienze. Anzi, potrebbe peggiorare il voto in condotta e toglierà ogni possibilità al prof di poterti aiutare o interrogare.
  • Scatenare litigi: Agire con fare polemico o insultare il corpo docenti sui social o nei gruppi WhatsApp finisce malissimo. Rischi sanzioni disciplinari severe e persino conseguenze legali. Mantieni sempre un profilo formale e corretto.

Finché la campanella dell'ultimo giorno di scuola non è suonata, i giochi non sono fatti. Fai un bel respiro, apri i libri e giocati la tua chance con la forza della preparazione.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
Skuola | TV
#Sapevatelo: Mussolini e Hitler erano davvero alleati? La Seconda Guerra Mondiale spiegata facile

Nella puntata speciale di #Sapevatelo, Angelo Polimeno Bottai spiega perché il rapporto tra Mussolini e Hitler fu tutt’altro che un idillio politico: dietro l’alleanza tra fascismo e nazismo c’erano diffidenze, calcoli e un progressivo squilibrio di potere che avrebbe trascinato l’Italia nel baratro

Segui la diretta