conferenza stampa draghi

Nella giornata di oggi, giovedì 2 settembre, in seguito al Consiglio dei ministri, si è tenuta la conferenza stampa del premier Mario Draghi insieme al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, il ministro della salute Roberto Speranza, il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini, la ministra per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini. Uno dei temi è stato il ritorno a scuola.
"L’adesione massiccia dei giovani e la copertura estesa a livello nazionale ci permette di affrontare con una certa tranquillità e con minore incertezza dell’anno scorso l’apertura delle scuole” ha dichiarato Mario Draghi, che aggiunge: "Il 91,5% del personale scolastico ha ricevuto almeno una dose di vaccino". Il governo insiste, quindi, sul rientro in classe al 100% in presenza a partire dal 13 settembre.

Come si tornerà a scuola a settembre 2021

"Ieri 1 settembre tutte le nostre 8500 scuole hanno riaperto, con il mandato di riportare dal 13 settembre tutti i nostri ragazzi in presenza e in piena sicurezza." Così il ministro dell'Istruzione, che ha sottolineato il grande lavoro preparatorio cominciato dalla scorsa primavera, con il ritorno in presenza degli alunni, l'organizzazione degli esami e il piano scuola estate che, durante i mesi estivi, avrebbe permesso di recuperare 1milione 650mila ore di formazione. Ora però comincia il nuovo anno scolastico e una nuova sfida, con screening tra i ragazzi tra i 6 e i 14 anni e larga parte del personale scolastico e studenti vaccinati: "Le regole le sapete, sono quelle che ha dato il Cts: mascherina, distanziamento laddove possibile, regole di igiene fondamentale che abbiamo imparato in questo tempo. Nelle classi dove sono tutti vaccinati si può togliere la mascherina e tornare a sorridere insieme"
Quest'anno, ha annuncia il ministro, saranno inoltre immessi in ruolo 59mila nuovi insegnanti, di questi 13.908 di sostegno, e 8700 membri del personale ATA.

Il documento con le indicazioni dell'ISS per il ritorno a scuola 2021

La conferenza stampa è stata preceduta dalla pubblicazione, il 1 settembre, del documento messo a punto dall'Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19.
Dopo il protocollo di sicurezza e il piano scuola 2021/22, questo ulteriore documento fa il punto sulle misure per la riapertura delle scuole, ed è intitolato "Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico".
Tra le diverse misure non farmacologiche, si trova il rispetto del distanziamento di un metro ma, dove non sia possibile, "resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico".
La mascherina, infatti, a scuola rimane obbligatoria sopra i 6 anni, fatto salvo i momenti in cui tutti i presenti siano tutti vaccinati, come spiegato anche dal ministro Bianchi. Sulla tipologia di dispositivo di protezione, il testo chiarisce che "nel DPCM 3/11/2020 non viene fatta distinzione tra mascherine chirurgiche monouso e mascherine lavabili multistrato, anche auto-prodotte, purché queste ultime permettano di coprire dal mento al di sopra del naso, tuttavia il parere del CTS del 12 luglio riporta che laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l'obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico".
Per le attività motorie, "sono state privilegiate le attività fisiche sportive individuali ed è stata definita la necessità di rispettare un distanziamento di 2 metri se al chiuso e di 1 metro all’aperto.".
Viene inoltre ribadita l'utilità di ingressi contingentati per evitare assembramenti, della sanificazione degli ambienti e dei frequenti ricambi d'aria. La Dad viene invece definita "una opzione di riserva", in quanto la chiusura delle scuole "viene considerata una misura limite in quanto si ritiene che gli effetti negativi, in termini di educazione, di benessere psico-fisico e di impatto economico, siano superiori ai benefici attesi".

Il piano di monitoraggio per la scuola primaria e la scuola media: nascono le "scuole sentinella"

Accanto a questo documento strategico è stato inoltre preparato un Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 destinato alle scuole primarie e medie. Attraverso una “rete di scuole sentinella” si sorveglia la diffusione del virus in ambito scolastico, anche in soggetti asintomatici, tramite test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni.
Le “scuole sentinella” saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici, coinvolgendo almeno 55mila alunni ogni 15 giorni, con il supporto dalla Struttura Commissariale nella sua implementazione.

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