Il preside del liceo artistico Argan di Roma è finito in ospedale dopo l’occupazione della succursale, lunedì 26 ottobre. La scuola sostiene che sia stato aggredito da persone a volto coperto. Gli studenti la raccontano in tutt’altro modo: sarebbe stato lui a spintonare i ragazzi, alcuni di appena 14 anni.
Una studentessa ha scritto a Skuola.net per dare la sua versione. “Il preside non è stato toccato da nessuno”, assicura, aggiungendo che l’ambulanza sarebbe stata chiamata solo ore dopo i fatti.
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Lunedì mattina, davanti al cancello della succursale
Gli studenti si sono ritrovati nella notte davanti alla sede succursale, in zona Don Bosco, e sono entrati di primo mattino. All’ingresso ci sarebbe stato un primo faccia a faccia con il custode. Poi è arrivato il dirigente e, stando al racconto del collettivo studentesco a Fanpage.it, la situazione si sarebbe scaldata in pochi minuti.
Chi era già dentro voleva tenerlo fuori, e il preside si sarebbe ritrovato bloccato tra il cancello e il portone. All’esterno, però, erano rimasti anche altri ragazzi. Secondo gli studenti è lì che sarebbero partiti spintoni e strattoni: braccia strette, un tentativo di schiaffo verso chi gli stava accanto, un ragazzo graffiato sulla mascella.
Tra i presenti, sottolinea il collettivo, c’erano anche ragazzi del primo anno, di 14 anni o poco più. Alcuni momenti di quella mattina si vedono in un video giunto anche alla nostra redazione e pubblicato da Fanpage.it.
Poi arriva la polizia
A chiamare gli agenti sarebbe stato lo stesso dirigente. Una volta sul posto, racconta ancora il collettivo, i poliziotti avrebbero cercato di calmare gli animi, ascoltato gli studenti mentre leggevano il loro documento politico e chiesto al preside di tranquillizzarsi.
Più tardi il dirigente ha mandato a tutti gli studenti una comunicazione in cui ricordava le possibili conseguenze di un’occupazione.
La versione della scuola: “malmenato da individui con il passamontagna”
Dall’istituto arriva un racconto che va nella direzione opposta. Secondo la scuola, il dirigente si era recato alla sede di via Ferrini all’orario d’ingresso ed è stato malmenato da alcune persone vestite di nero, con il volto coperto e quindi impossibili da riconoscere.
Rientrato nella sede centrale, avrebbe avuto un malore grave, tanto da rendere necessaria un’ambulanza e il trasporto d’urgenza al Policlinico Casilino. Contattato da Fanpage.it, il preside non ha potuto rispondere a causa delle sue condizioni di salute.
Cosa racconta la studentessa che ha scritto a Skuola.net
La segnalazione arrivata a Skuola.net aggiunge qualche tassello, e anche qualche dubbio. A scrivere è una ragazza della sede centrale: quella mattina non era alla succursale e lo dice subito, riportando quello che le hanno raccontato i compagni presenti. Secondo lei il preside si sarebbe presentato davanti alla scuola insieme alle forze dell’ordine, e alcuni studenti sarebbero stati spinti e strattonati.
Il passaggio su cui insiste di più riguarda le ore successive. Il dirigente, scrive, sarebbe rientrato in sede centrale dopo il trambusto, e lei e la sua classe lo avrebbero visto nel suo ufficio. L’ambulanza sarebbe arrivata circa quattro ore dopo.
La studentessa sostiene anche che esistano video in grado di dimostrare che nessuno ha messo le mani addosso al preside.
“Avevano 14 e 16 anni”
Nel messaggio la ragazza torna più volte sull’età dei compagni coinvolti, tutti minorenni, e chiede che la notizia circoli anche nella versione degli studenti.
Poi allarga il discorso: “Come scuola vorremmo una preside che ci ascolti, che comunichi con noi studenti e che non ci strattoni o non ci metta le mani addosso…”. E conclude: “Se siamo arrivati al punto di occupare è perché il preside e il governo non ci ascoltano”.
Perché l’Argan è stato occupato
Le ragioni della protesta sono messe nero su bianco in un documento firmato dalla Comunità studentesca dell’Argan. Dentro c’è molto di quello che in queste settimane si sente nelle assemblee e nei cortei: il carovita, la guerra, i tagli all’istruzione, il Decreto Scuola accusato di razzismo, la mancanza di sportelli psicologici e di educazione sessuo-affettiva. Gli studenti scrivono di non voler restare fermi e di voler riprendersi i propri spazi.
Anche Osa, che sostiene il collettivo, è intervenuta con una nota. Descrive una scuola sempre più simile a una caserma, rivendica il diritto al dissenso e rilancia la mobilitazione verso lo sciopero generale del 30 ottobre.
Roma, almeno dieci scuole occupate
L’Argan è uno dei tanti fronti aperti nella Capitale. Nelle ultime settimane le occupazioni sarebbero almeno una decina, e lunedì la protesta ha raggiunto altri istituti: il liceo Tasso, dove gli studenti sono entrati nella notte, il Margherita di Savoia, il liceo Ripetta e l’istituto tecnico Piaget.
Cosa resta da chiarire
Per ora le due versioni non si toccano in nessun punto. Da una parte c’è un dirigente che, secondo la scuola, sarebbe stato aggredito da persone incappucciate e poi soccorso in ambulanza. Dall’altra ci sono gli studenti, che parlano di spintoni a dei minorenni e di un preside rimasto in ufficio per ore prima del malore.
A fare chiarezza potranno essere i video che circolano tra i ragazzi ed eventuali verifiche delle autorità. Fino ad allora, entrambe le ricostruzioni restano racconti di parte, da prendere con la dovuta cautela.