
"Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco". E' così che inizia la lettera scritta da Michele, trentenne friuliano che si è tolto la vita nei giorni scorsi. Una vita spezzata da sogni e aspirazioni tradite, e da soddisfazioni che non sono mai arrivate. Tra le righe finali del suo sfogo, prima di compiere l'estremo gesto, una considerazione: "Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità.". La vicenda di Michele, che in Italia ha alimentato un dibattito sul tema di disoccupazione e precariato, per amara coincidenza o opinabile casualità è avvenuto in occasione dell'uscita di una vasta ricerca di Populus per la Varkery Foundation, che ha fotografato la Generazione Z, mostrando tra aspettative e paure cosa si aspettano i giovani tra i 15 e i 18 anni di oggi.
Generazione Z: chi è e cosa vuole?
Una ricerca di Populus per la Varkery Foundation ha immortalato tra paure, valori e ideali la Generazione Z, ragazzi tra i 15 e i 18 anni che nel prossimo decennio saranno i protagonisti del futuro. I giovani coinvolti, non solo italiani ma di tutti i paesi del globo - dall'Australia al Brasile fino all'India e all'Indonesia - sono stati circa ventimila, così da realizzare una completa e variegata ricerca sulle nuove generazioni.
Pessimisti ma generosi
I cittadini del futuro, nati nell'anno zero (2000) non sono tra i più felici, rispetto ad esempio ai loro coetanei indonesiani e cinesi. Se per questi ultimi infatti il punteggio di felicità arriva al 90% per i nostri connazionali la percentuale è ferma al 58%. Altro dato preoccupante è quella riguardo la considerazione del futuro, i giovani (53%) di Francia, Italia e Turchia, ritengono che il mondo stia peggiorando. Sebbene fanalino di coda, tuttavia il compromesso si ritrova nel comune apprezzamento del valore della generosità. Per le nuove generazioni è un elemento importante da tutelare e perseguire.
Cosa rende felici i giovani?
Abbastanza soldi per una vita confortevole (85%), un lavoro e uno studio appagante (89%) sono nell'ordine di priorità quello che stimola maggiore felicità nei giovanissimi. Seguono un buon rapporto con gli amici (91%) e con la famiglia (92%). Ma anche la buona salute non guasta, il 94% di loro ci punta per essere contento. E se lo stato di benessere va a braccetto con salute e lavoro, i timori che li preoccupano di più sono terrorismo ed estremismo (83%), ma anche guerre e conflitti (81%), a seguire i cambiamenti climatici (66%).
Priorità e cambiamenti per il mondo
Due terzi dei giovani (67%) vogliono contribuire al miglioramento della società ed essere altruisti, per farlo pensano che siano la fine dei pregiudizi razziali, di credo e sesso, tra i motori di cambiamento decisivi. Infine, tra gli altri aspetti priorità per il loro futuro: famiglia (47%), amicizie (5%) e carriera (12%).
Carmine Zaccaro