
La gita scolastica di un istituto superiore nel Cesenate non si farà. Quello che doveva essere un viaggio d'istruzione verso il Sud Italia si è trasformato in un caso di mancata inclusione e amarezza.
Al centro della vicenda c'è Marco (nome di fantasia), un sedicenne con disabilità rifiutato dai suoi stessi compagni di classe, che hanno posto un ultimatum inaccettabile: "O dorme in camera con la madre, o noi non partiamo".
Indice
Il ricatto della stanza: "Lui ci disturba"
La programmazione del viaggio, prevista per maggio, si è scontrata con il muro alzato da tre studenti. Per raggiungere il quorum del 70% necessario alla partenza, il loro "sì" era fondamentale.
Tuttavia, racconta ‘Il resto del Carlino’, i ragazzi hanno legato la loro adesione a una condizione precisa: non condividere la camera con Marco.
Secondo i compagni, la presenza del sedicenne sarebbe un "peso" che li costringerebbe a farsi carico di lui durante le ore notturne, impedendo la goliardia tipica delle gite.
Un atteggiamento che la madre di Marco ha definito senza mezzi termini come un ricatto.
I precedenti: lasciato solo in camera
Non è la prima volta che Marco subisce l'esclusione. In una precedente uscita didattica, i compagni lo avevano abbandonato solo in stanza per trasferirsi di nascosto nelle camere delle ragazze.
In quell'occasione, il ragazzo si era sentito smarrito in un contesto estraneo, costringendo la madre – presente al viaggio come docente accompagnatrice – a intervenire per rintracciare gli studenti dove non avrebbero dovuto essere.
Sarebbe stato proprio quell'episodio a creare una frattura che oggi è sfociata nel rifiuto totale della convivenza.
La replica della madre: "Manca il senso del vivere insieme"
La madre di Marco, che vive la vicenda nel duplice ruolo di genitore e insegnante, ha espresso profonda delusione.
Ha ribadito che il figlio è autonomo nella gestione quotidiana e non presenta problemi durante il riposo notturno. "Il viaggio d'istruzione non è una vacanza di piacere tra amici", ha dichiarato la donna, sottolineando come l'occasione persa sia prima di tutto civile ed educativa.
Di fronte all'ostilità della classe, la madre ha deciso di ritirare la disponibilità propria e quella del figlio, facendo di fatto saltare la gita.
Denuncia al Provveditorato
Nonostante il coinvolgimento del dirigente scolastico, la scuola non è riuscita a mediare una soluzione che tutelasse la dignità di Marco.
Nessuno, nemmeno l'insegnante di sostegno, ha interpellato direttamente il ragazzo, lasciando che la decisione passasse sopra la sua testa. La madre ha deciso di portare il caso all'attenzione del Provveditorato, denunciando l'accaduto.