
Zaino ancora in spalla, sciarpa già pronta sul volto. È bastato il suono dell'ultima campanella per trasformare l'uscita da scuola in un assalto a un supermercato, martedì scorso a Modena.
Circa cinquanta giovani, molti dei quali provenienti dalle scuole vicine, si sono diretti verso il discount di via Rainusso. In circa dieci minuti hanno svuotato gli scaffali di bevande, cibo e altri prodotti, lasciando clienti attoniti e personale impotente.
Il raid è stato ripreso con gli smartphone dagli stessi partecipanti e i video sono poi finiti sui social network. Sull'episodio, raccontato dal Tg1 e da RaiNews, indagano ora i Carabinieri.
Indice
Cosa è successo davanti al supermercato di Modena
La scena descritta dal servizio del Tg1 è quella di un vero e proprio blitz. Il gruppo è arrivato al suono dell'ultima campanella e in pochi minuti ha preso d'assalto il negozio, tra scaffali svuotati e prodotti buttati a terra o infilati negli zaini.
Diversi ragazzi si sono coperti il volto con le sciarpe per non farsi riconoscere, mentre altri urlavano e facevano sberleffi ai dipendenti del supermercato, incapaci di fermare il gruppo. Poi, così come sono arrivati, i giovani se ne sono andati, lasciando dietro di sé scaffali svuotati e commessi sotto shock.
Tra i partecipanti c'era anche chi non ha rubato nulla, ma si è limitato a filmare l'accaduto con lo smartphone. Un dettaglio che si è rivelato decisivo per la ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti.
Il video del raid finito sui social
A rendere pubblico l'episodio non sono state le forze dell'ordine, ma gli stessi ragazzi coinvolti. I filmati del saccheggio sono stati postati sui social quasi a voler mostrare l'impresa, prima di essere ripresi e diffusi dai media nazionali.
La notizia è stata raccontata da RaiNews, con un servizio del Tg1 firmato da Francesco Rossi, che ha ricostruito la scena minuto per minuto attraverso le immagini girate dai partecipanti stessi.
Le indagini dei Carabinieri e i raid ripetuti
Il caso di Modena non nasce dal nulla. Secondo quanto riportato dal responsabile dell'attività commerciale, dall'apertura delle scuole le scorribande di gruppi di studenti si ripetono con una certa frequenza, anche se mai con un numero di partecipanti così alto come quello di martedì.
Sull'episodio indagano ora i Carabinieri, che stanno lavorando per dare nomi e volti ai responsabili anche grazie ai video circolati sui social. L'obiettivo è ricostruire l'identità dei partecipanti e valutare le responsabilità individuali di chi ha rubato e di chi si è limitato a filmare la scena.
Gli inquirenti stanno incrociando le immagini diffuse online con le testimonianze raccolte tra i dipendenti e i clienti presenti al momento del raid.