
Le scuole italiane stanno forse vivendo il peggior periodo dalla ripartenza; infatti, secondo l’Istituto Superiore di Sanità il virus continua a viaggiare soprattutto tra i più piccoli, ad un ritmo preoccupante. L’incidenza dei casi è salita a 317 per 100mila abitanti nella fascia 0-9 anni, contro i 275 casi della scorsa settimana. In mezzo al marasma generale, c'è chi si chiede che fine abbia fatto l'operazione “Athena”, voluta dal commissario Figliuolo per tracciare rapidamente i casi positivi nelle scuole ed aiutare gli istituti nel non facile compito di gestione delle quarantene.
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Scuole e Asl in affanno: dov'è il piano “Athena”?
Agli inizi di dicembre, lo staff del Generale Figliuolo aveva diffuso una nota nella quale si delineavano gli aspetti del “piano di intervento di screening” per le scuole, il cui scopo era quello di velocizzare l'attività di screening dei tamponi per garantire continuità all’attività didattica in presenza, mettendo a disposizione strutture militari predisposte dal ministro della Difesa. Ma ad oggi, non vi è traccia di questa massiccia operazione e le scuole lamentano più che mai una situazione al limite, con le Asl in evidente affanno.
Giannelli (ANP Roma): “Non c'è traccia dell'intervento dell'esercito”
In merito, Antonello Giannelli, presidente dell'ANP di Roma, è stato chiaro: “Gli esiti dell’intervento delle forze messe in campo dal generale Figliuolo sul rafforzamento delle operazioni di tracciamento dei casi di coronavirus non li vediamo. Ci saremmo aspettati una rapida inversione di tendenza in termini di efficienza delle Asl e di efficacia alla campagna di testing e tracing, operazioni che dovrebbero garantire la scuola in presenza; tuttavia, come testimoniano i colleghi sul campo, al momento non sembrano esserci significative novità in questo senso”. E la struttura commissariale, invece, sostiene che ad oggi, solo sei Regioni hanno richiesto il supporto del piano “Athena”.
Costarelli (ANP Lazio): “Le scuole del Lazio non hanno ricevuto delucidazioni”
Ma chi lavora in prima linea, racconta una storia differente. Ad unirsi a Giannelli, nella critica al Commissario Figliuolo, è la collega Cristina Costarelli, presidente dell’ANP Lazio: “Noi non sappiamo se stia funzionando o meno il piano Figliuolo. Non ci è stato comunicato quali regioni siano coinvolte, con quali laboratori e dove sia possibile ricorrere al testing domiciliare. Ancora dall’annuncio del 30 novembre le scuole del Lazio non hanno ricevuto specifiche. Forse sono state informate le Asl, ma in genere rigirano anche a noi le informazioni in modo da semplificare la gestione ed indirizzare le famiglie”.