Roberta Ruscigno

La Manovra 2027 prevede circa 7.000 posti in meno nella scuola, tra docenti e personale ATA, e Roberta Ruscigno ha deciso di dire la sua con una lettera aperta. Roberta è una maestra del Sud: dalla Puglia si è trasferita in Emilia-Romagna per insegnare, e la sua storia l'aveva raccontata proprio a Skuola.net.

Oggi, un anno dopo quell'intervista e all'indomani dei tagli inseriti nel disegno di Legge di bilancio, ha inviato il suo testo alla nostra redazione. 

Indice

  1. Chi è Roberta Ruscigno, maestra del Sud trasferita al Nord
  2. La lettera di Roberta Ruscigno

Chi è Roberta Ruscigno, giovanissima maestra del Sud trasferita al Nord

Roberta ha lasciato la Puglia per l'Emilia-Romagna pur di insegnare, come tanti giovani docenti meridionali che si spostano di centinaia di chilometri per un posto. Quando è arrivata la notizia dell'assunzione aveva 24 anni e appena due giorni per organizzare tutto: valigie, documenti, un biglietto di sola andata.

Il sogno si è avverato, ma il conto da pagare è stato alto. "Si sta decisamente molto stretti", aveva raccontato a Skuola.net. "Le spese fisse mensili superano di gran lunga la metà dello stipendio: affitto, utenze, auto… è difficile far quadrare tutto".

Insomma, caroaffitti e carovita in piena regola. Eppure insegnare piace ancora. "È ancora un lavoro molto attrattivo, ma c'è un malcontento generale legato alla retribuzione", aveva spiegato. E ancora: "In Italia la figura del docente è sottovalutata e sottopagata rispetto agli altri Paesi occidentali".

Nella lettera, Roberta descrive la scuola di oggi come un sistema "decisamente mutato rispetto al passato", chiamato a rispondere a bisogni educativi che "mutano e aumentano in maniera vertiginosa". Ecco i passaggi del testo arrivato in redazione.

La lettera di Roberta Ruscigno

Scuola, 7000 posti in meno tra docenti e personale ata: la denatalità come pretesto per tagliare il personale?

Il disegno di Legge di bilancio per il 2027 prevede una nuova riduzione dell'organico, circa 4925 unità nel personale docente e 2049 unità ATA. La nuova manovra non arriva in un contesto neutro, ma va sommata alla precedente manovra, per cui si arriva alla riduzione di 14.800 posti. Ma quale futuro si riserva alla scuola italiana?

Non si tratta di un'operazione di razionalizzazione degli organici perché dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, professionalità, sogni di giovani ragazzi che vorrebbero realizzarsi e il diritto degli studenti a ricevere un'istruzione di qualità.

Quello che ci chiediamo è se si tratta di una manovra meramente finanziaria che mira alla progressiva contrazione degli organici che rischia di incidere profondamente sul funzionamento del sistema scolastico italiano; sistema scolastico decisamente mutato rispetto al passato, dove la riduzione dei posti potrebbe significare inevitabilmente un peggioramento dell'organizzazione scolastica chiamata a rispondere a dei bisogni educativi che mutano e aumentano in maniera vertiginosa.

C'è poi la questione del precariato.

Non possiamo continuare a parlare di valorizzazione della professione dei docenti mentre si riducono gli spazi occupazionali e si rende più incerto il futuro di chi lavora nella scuola o di chi addirittura ambisce a lavorarci.

È vero che in Italia c'è una significativa diminuzione della natalità, ma perché questa tendenza deve tradursi necessariamente nel taglio del personale?

La diminuzione degli alunni dovrebbe rappresentare un'occasione per ridurre il numero degli studenti per classe, rafforzare l'inclusione, garantire una maggiore individualizzazione degli apprendimenti e recuperare le fragilità di un'intera generazione.

Poi direi di farci una domanda ancora più importante, di cercare di comprendere le ragioni che hanno portato alla diminuzione del tasso di natalità.

Noi giovani, viviamo una situazione che non ci permette di fare programmi a lungo termine. Viviamo una situazione di caro vita e stipendi non adeguati, di lavori precari di lunga durata.

Come possiamo, con questi presupposti pensare alla creazione del nostro futuro?

Roberta Ruscigno

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