
La mobilitazione nazionale del 16 ottobre ha attraversato lo stivale con cortei, presidi e azioni dimostrative, saldandosi con lo sciopero generale del comparto scolastico proclamato dal sindacato SISA e preceduta da decine di occupazioni da nord a sud. I momenti di maggiore frizione si sono registrati a Torino, dove il lancio di sassi, bottiglie e torce contro la polizia ha innescato la risposta con idranti e lacrimogeni, ma cortei agitati, blocchi della viabilità e blitz simbolici hanno toccato anche Roma, Bologna, Milano, Genova, Firenze, Pisa e Mestre.
Indice
Dove hanno manifestato gli studenti
Le proteste si sono svolte in diverse città italiane: oltre a Torino, cortei e presidi hanno interessato tra le altre Roma, Napoli, Genova, Venezia, Padova, Treviso e Cagliari. Insomma, un'ondata che ha toccato praticamente tutto lo stivale.
A Milano il corteo studentesco "Nessuno è straniero" ha raccolto, secondo quanto dichiarato dai partecipanti, 5mila persone. A Bologna, invece, circa mille studenti hanno sfilato dai dintorni dell'università fino alla stazione cittadina.
E il numero complessivo? Il collettivo Osa, tra gli organizzatori delle iniziative di piazza, ha dichiarato una partecipazione complessiva di 400mila studenti in tutta Italia.
Le scuole occupate prima dei cortei
Prima che la protesta arrivasse in piazza, molte scuole erano già agitate: nei giorni precedenti sono partite le prime occupazioni dell'anno scolastico, un po' sulla scia di quanto accadeva in Francia, dove gli studenti erano già scesi in corteo contro guerra e carovita.
A Napoli la mobilitazione ha coinvolto una decina di scuole superiori, tra cui i licei "Tito Lucrezio Caro", "Umberto Primo", "Sannazaro", "Mercalli", "Genovesi", "Mazzini", "Margherita di Savoia", "Serra", "Alberti", "Giordani", "Diaz" e "Panzini", intrecciandosi con le proteste degli universitari contro il caro affitti davanti alla Federico II, dove sono tornate le tende.
Tra i temi, anche il progetto di un Cpr a Castel Volturno. Momenti di tensione si sono registrati soprattutto al "Mazzini", dove sono intervenute le forze dell'ordine, e all'"Alberti", dove alcuni professori hanno provato a impedire l'ingresso a ragazzi con il volto coperto.
Anche a Roma la protesta si era allargata nei giorni precedenti: tra i primi istituti occupati, il liceo "Cavour" e gli istituti "Lattanzio" e "Levi Civita", a cui se ne sono aggiunti altri otto. A Genova gli studenti avevano occupato il "Gobetti" e il "Calvino" contro i tagli all'istruzione. A Bologna è scattata la prima occupazione ufficiale dell'anno scolastico 2026-2027, proprio al liceo "Laura Bassi".
A Torino si sono contate almeno dodici scuole coinvolte, tra cui il liceo "Cattaneo", gli istituti "Boselli", "Peano", "Copernico", "Luxemburg", "Santorre di Santarosa", "Passoni" e "D'Azeglio", oltre al liceo "Regina Margherita" e all'istituto "Giulio".
In alcuni casi si sono registrati danni causati da infiltrazioni di gruppi esterni, che hanno portato alla sospensione temporanea delle lezioni. Nei giorni scorsi, inoltre, oltre duecento studenti si erano già riuniti davanti alla Città Metropolitana per chiedere interventi edilizi sulle scuole.
Questa fase di occupazioni si è intrecciata anche con lo sciopero nazionale indetto dal sindacato Sisa (Sindacato indipendente scuola e ambiente) per venerdì 16 ottobre, lo stesso giorno in cui si sono tenuti i cortei nelle principali città.
@edittsonly Occupazioni nelle scuole italiane per protestare contro le politiche del governo e le condizioni dell'istruzione pubblica. #occupazione #scuolesuperiori #studenti #proteste #italianschool | do tutti i crediti per le foto |
audio originale - skam
Cosa è successo a Torino: sassi e bottiglie contro gli agenti
A Torino alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal corteo, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi, bottiglie di vetro e torce di segnalazione contro le forze dell'ordine schierate in piazza Castello. Una scena di tensione pura, che ha fatto da apripista a quanto accaduto dopo.
La polizia ha risposto utilizzando idranti e alcuni lacrimogeni, facendo arretrare i manifestanti in direzione di via Po. Dopo un fitto lancio di oggetti è tornata la calma: a terra sono rimasti bottiglie, pietre e bastoni... il segno di quanto successo poco prima.
@larazicola Cleaver's Charge - Walnut Riot Club
I cortei a Roma, Milano e Bologna tra slogan e tensioni
A Roma, il corteo è iniziato tranquillamente, ma l’arrivo di un gruppo di incappucciati ha dato origine a tensioni tra lanci di fumogeni, bombe carta e bottiglie. Davanti al ministero dell'Istruzione i manifestanti hanno dato vita a una protesta fatta di cori e lanci di petardi, prima che il corteo si sciogliesse alla Città dell'Altra Economia, a Testaccio.
@_fraaaa.spammm som original - Suze2026
@ -
Tra i fatti rilevanti, a Milano i manifestanti hanno mostrato immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani a testa in giù. Al termine del corteo è stato occupato l'ex obitorio di via Francesco Sforza, un edificio del Comune di Milano dato in concessione alla Statale. A Bologna gli studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie davanti alla stazione, dove sono stati fermati dalla polizia in tenuta antisommossa prima di ripartire verso via Irnerio. Mentre a Genova sono state appese a testa in giù le sagome della premier Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, contro cui sono state lanciate uova.
Nonostante questi episodi, tantissimi studenti hanno partecipato in maniera pacifica ai cortei manifestando per la scuola e per la soluzione dei conflitti internazionali.
@lukasalexanderrod Volevo partecipare ma avevo degli impegno#fyp #viral #protesta #genova #stopwar
Rigurgito antifascista - 99 Posse
Perché gli studenti sono scesi in piazza
Tra gli slogan della mobilitazione sono tornati "Soldi alla scuola non alla guerra" e "Meno armi, più diritti". Frasi che la dicono lunga su cosa chiedono davvero gli studenti in piazza. A Milano uno dei temi al centro del corteo era proprio il ripudio della guerra e del riarmo.
@gaia.arias Quelli che benpensano - Frankie hi-nrg mc
Ma la protesta non riguarda solo la guerra: a tenere banco ci sono anche il decreto Scuola, i finanziamenti destinati al riarmo "a discapito" dell'istruzione, e il diritto alla casa, con gli studenti universitari che da tempo denunciano il caro affitti. In questo clima è circolata anche una petizione per chiedere che gli stipendi dei professori vengano adeguati alla media europea.
A Roma le realtà studentesche hanno dato appuntamento per venerdì 23 ottobre a un'assemblea pubblica per organizzare il movimento studentesco e proseguire la mobilitazione.