
Il rientro in classe sta facendo discutere, soprattutto visto che le scuole tra pochi giorni riapriranno dopo una chiusura che dura da metà febbraio 2020, dovuta all’emergenza sanitaria ancora in atto. Tuttavia il clima sembra teso e confuso, infatti sono molte le risposte che mancano all’appello in merito alle norme di sicurezza per la riapertura degli istituti scolastici, soprattutto dopo che queste ultime sono state messe in discussione in seguito al recente aumento dei contagi in tutta Italia nel mese di agosto. E proprio per la troppa confusione percepita a così poco dal rientro in classe, le associazioni studentesche si mobilitano e chiamano a raccolta gli studenti il 25 e il 26 settembre per protestare contro i ritardi e la confusione ancora imperante sul back to school. Ascoltiamo le loro parole.
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Back to school troppo confuso: gli studenti in piazza
A pochi giorni dal rientro a scuola gli studenti percepiscono ancora tanta confusione nell’organizzazione della riapertura degli istituti e accusano la ministra Azzolina di rifiutarsi di costruire insieme a loro un cambio di passo forte all’interno della scuola pubblica. Queste le ragioni che porteranno in piazza UDS e Priorità alla scuola il 25 e 26 settembre 2020. “A 20 giorni dalla riapertura delle scuole ancora non sono chiare né definite le linee guida per il rientro in sicurezza negli spazi scolastici - dichiara Alessandro Personè esecutivo nazionale dell’Unione degli Studenti, e continua - All’interno di una pandemia globale l’interrogativo che si dovrebbe porre la comunità educante dovrebbe essere quello di preparare tutte e tutti noi ad un nuovo stile di vita, che il virus ci impone di ragionare, che non può essere ridotto al distanziamento sociale con misure emergenziali, ma che in modo complessivo ragioni i cambiamenti necessari per studiare, lavorare e socializzare in sicurezza”.