Sciopero scuola 31 ottobre: scioperi, manifestazioni e flash mob in tutta Italia. Ecco dove

L'ondata di occupazioni a Milano non accenna a fermarsi e il motivo è un "nervo scoperto" per numerosi studenti: la Maturità 2026. Dopo il liceo Manzoni, la protesta si è spostata allo scientifico Vittorio Veneto, undicesimo caso dall'inizio dell'anno scolastico. Nel mirino c'è la riforma del Ministro Valditara, accusata di trasformare l'esame di Stato in un test "al ribasso" e puramente mnemonico.

Indice

  1. Quali sono le ragioni della protesta
  2. Le promesse tradite
  3. La replica del MIM

Quali sono le ragioni della protesta

"Ridurre il numero di materie richieste e rendere l'esame un'interrogazione puramente nozionistica non significa rendere la prova più equa: significa impoverirla", denunciano gli studenti.

Secondo i promotori della protesta, la semplificazione dell'esame (due scritti e un orale su quattro materie) è solo un modo per nascondere i tagli alla scuola, mentre i fondi per la spesa bellica continuano ad aumentare. 

Le promesse tradite

Oltre a esprimere una netta contrarietà alla riforma della maturità, nella rivendicazione dell'occupazione gli studenti denunciano il disinteresse della politica verso l'istruzione, lamentando finanziamenti per progetti sporadici a discapito di investimenti strutturali. Contestano inoltre l'aumento della spesa bellica (circa 35 miliardi) e il sostegno alle politiche legate al conflitto in Palestina. 

Segnalano condizioni igienico-sanitarie precarie e il fallimento del progetto sulla "nuova didattica": gli strumenti tecnologici e gli spazi moderni promessi non sono mai stati realizzati. "Al momento a scuola abbiamo poco più di 40 bagni agibili per 56 classi. Molti non hanno la serratura, in alcuni casi mancano persino le porte".

La replica del MIM

La risposta del Ministero dell'Istruzione non si è fatta attendere: "Le affermazioni degli studenti sono assolutamente false". Secondo i dati del Ministero, le spese per l'istruzione sono aumentate del 9% nel 2025.

Per quanto riguarda la riforma, il Ministro Valditara difende la scelta di snellire la prova: "Vogliamo verificare le capacità di ragionamento e non una risposta mnemonica". La nuova impostazione "è più chiara e dà maggiori certezze. Elimina i problemi della Maturità precedente, dove il documento iniziale era scelto discrezionalmente dalla commissione e costringeva a collegamenti interdisciplinari spesso improbabili tra materie lontanissime". 

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