
Con l'obbligo vaccinale esteso a docenti, personale amministrativo e dirigenti nella scuola italiana vige il caos. Sono oltre 50 mila gli insegnanti che ancora non hanno provveduto alla vaccinazione e un notevole 80% di questi non tende a cambiare idea.
La loro sospensione dal lavoro sta mettendo a rischio la didattica in presenza. La soluzione, secondo i presidi, potrebbe essere quella di sostituire i docenti no-vax con gli studenti laureandi sin da gennaio 2022.
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Obbligo vaccinale a scuola: più di 50 mila i docenti no-vax
Con le vacanze di Natale alle porte, nelle scuole d'Italia si pensa a una corsa contro il tempo per riuscire a trovare docenti in regola con l'obbligo vaccinale e per rientrare in classe senza troppi intoppi a gennaio.
Dal 15 dicembre anche i docenti sono rientrati nelle categorie di lavoratori a cui è stato disposto l'obbligo della vaccinazione contro il Covid-19. Ma dei 50 mila insegnanti non vaccinati, a oggi, solo il 20% sta provvedendo a effettuare la prima dose.
Una situazione che sta mandando in tilt il sistema scuola che, al rientro dalle festività, si ritroverà a dover fare i conti con sospensioni e assenze, non riuscendo a trovare in tempo supplenti e insegnanti sostituti.
Prof no-vax sospesi: in cattedra salgono i laureandi
Una prima soluzione attuabile, data l'assenza anche di supplenti, le cui graduatorie di ogni ordine e grado sono esaurite diversi mesi fa, potrebbe essere quella esposta da Il Messaggero: coinvolgere i laureandi che potrebbero subentrare in corsa proprio al rientro dalle vacanze.
Sono gli stessi presidi a proporre l'alternativa. La presidente di APN Lazio, Cristina Costarelli, ha spiegato che potrebbero salire in cattedra temporaneamente sia i laureandi delle facoltà di Scienze della formazione, per le scuole elementari, che delle altre lauree per le superiori: "Per matematica e per le materie professionalizzanti degli istituti tecnici e professionali".