
In Italia il 54,9% degli studenti frequenta scuole in cui i dirigenti scolastici segnalano infrastrutture di scarsa qualità: è la percentuale più alta registrata in tutta la mappa europea. Il dato arriva da una cartina diffusa sui social dalla pagina @maps.interlude, che confronta Paese per Paese quanti studenti studiano tra edifici fatiscenti, impianti datati e strutture non a norma.
Il quadro non riguarda solo i muri e i tetti. Un secondo dato, tratto da un report dedicato alla qualità degli ambienti scolastici, racconta un problema meno visibile ma altrettanto concreto: il rumore dentro le aule, le mense, i corridoi. Due facce della stessa medaglia, quella di scuole pensate poco per chi ci passa dentro ore ogni giorno.
In Italia il 54,9% segnala infrastrutture scolastiche scadenti
La mappa diffusa online mostra, Paese per Paese, la percentuale di studenti che frequentano scuole dove i dirigenti hanno segnalato infrastrutture di scarsa qualità. Le tonalità vanno dal beige chiaro al bordeaux più scuro, ed è proprio quest'ultimo colore a coprire l'Italia.
Il nostro Paese si ferma al 54,9%, il valore più alto tra tutti quelli riportati nella cartina. Poco sotto compaiono altri Paesi europei con percentuali comunque elevate, ma nessuno raggiunge la soglia italiana: significa che più di uno studente su due, nella scuola italiana, convive ogni giorno con edifici che i suoi stessi dirigenti definiscono inadeguati.

A fornire questi dati è Ecophon, azienda che fa parte del gruppo Saint-Gobain e che si occupa di soluzioni per l'ambiente sonoro degli edifici, scuole comprese. Non è un caso che la stessa fonte indaghi in primo luogo un aspetto specifico e spesso trascurato: quanto è rumoroso l'ambiente in cui gli studenti passano gran parte della giornata.
Oltre l'80% degli studenti denuncia troppo rumore
Il documento da cui arrivano questi numeri si intitola "Mitigazione del rumore nelle scuole post-pandemia" ed è stato pubblicato da Ecophon nel 2022. Non è un sondaggio isolato, ma un vero e proprio report che incrocia più fonti: parte dall'ultimo studio PISA dell'OCSE e lo integra con sondaggi condotti direttamente in tre Paesi europei, Francia, Svezia e Paesi Bassi.
Il risultato: oltre l'80% degli studenti intervistati in questi tre Paesi afferma che a scuola, a volte o spesso, c'è troppo rumore. Non un fastidio occasionale, quindi, ma una condizione che riguarderebbe la maggioranza degli studenti riconosce come abituale.
Il rumore ostacola concentrazione, salute e inclusione
Il primo effetto riguardebbe proprio l'apprendimento. Tra il 60% e il 75% degli studenti intervistati nei tre Paesi dichiara che il rumore gli impedisce di concentrarsi durante le lezioni, un dato che da solo basterebbe a spiegare perché il tema non è secondario.
Gli effetti però non si fermano alla distrazione. Il rumore a scuola può provocare stress, mal di testa e vere perdite di apprendimento, e colpisce in modo ancora più marcato gli studenti con bisogni educativi speciali, più sensibili rispetto ai coetanei con uno sviluppo tipico.
Anche gli insegnanti pagano il conto: nelle scuole più rumorose sono comuni problemi di salute legati alla voce e situazioni di stress, tanto che il report parla apertamente di un problema che riguarda l'ambiente di lavoro, non solo la didattica.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.