Alcune per accompagnare i propri figli, altre per sostenerne le ragioni. Ma soprattutto per proteggerli da possibili tensioni e scontri con le forze dell'ordine, facendo da vero e proprio cordone di sicurezza durante il corteo.
Oggi, tra gli studenti scesi in piazza a Bologna per protestare, c'erano anche loro: le "mamme antimanganello", madri che hanno scelto di mettersi al fianco di ragazze e ragazzi per difendere il loro diritto a manifestare in sicurezza.
A lanciare l'iniziativa è stata Nicoletta Cantarini, docente di Matematica all'Università di Bologna, e madre di due adolescenti che frequentano un istituto cittadino.
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In rosso accanto agli studenti
L'appuntamento è la manifestazione di Bologna organizzata in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre proclamato dai sindacati di base. Le madri hanno sfilato dietro uno striscione con una scritta chiara: "No alla violenza sui nostri figli".
Per riconoscersi in mezzo al corteo hanno indossato abiti o accessori rossi, come sciarpe e giacche. Il motivo della loro presenza? Formare cordone simbolico di protezione tra i figli e le forze dell'ordine.
Dopo il 24 ottobre i ragazzi hanno paura
Tutto parte dal corteo bolognese di sabato 24 ottobre. Cantarini è madre di tre figli, e due di loro, adolescenti, erano in piazza quel giorno.
L'idea, ha spiegato ai microfoni di Radio Città Fujiko, è nata "dopo i racconti dei figli che hanno partecipato alla manifestazione a Bologna di sabato scorso, 24 ottobre, e sono rimasti terrorizzati dalle scene che hanno visto, in particolare per la violenza delle forze dell'ordine verso manifestanti pacifici".
Secondo quanto ha raccontato la docente a Repubblica, alcuni ragazzi si sono seduti a terra con le mani alzate per evitare che la situazione degenerasse. Subito dopo, denuncia la madre, sono arrivate la carica e gli idranti, e poi il panico.
Accanto a lei c'erano altre madri di studenti dei licei Fermi e Minghetti. Nel comunicato preparato per oggi scrivono: "Numerosi filmati e testimonianze riportano gravi esempi di abusi e violenze indiscriminate da parte delle forze dell'ordine, verificatesi sabato scorso contro manifestanti spesso minorenni".
La parola che ritorna è sempre la stessa. "Tutti parlano di paura", ha detto Cantarini alla radio, "un sentimento diffuso di grande paura, paura anche per i genitori che sanno che i propri figli parteciperanno alla manifestazione". Per questo le madri hanno voluto ribadire il diritto costituzionale dei minori a manifestare.