
Se per il Ministro Bianchi “non c'è stato alcun disastro”, i presidi italiani, in questa prima settimana di scuola dopo le vacanze Natalizie, sono stati messi a dura prova dalla gestione dei contagi. E denunciano l'assenza di cooperazione con le Asl che, in molti casi, assegnano alle scuole l'onere di dover gestire le positività nelle classi. Che, con la quarta ondata, si stanno moltiplicando, generando non pochi problemi negli istituti.
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Giannelli, ANP: “Regole vanno cambiate”
Al riguardo, come scrive Skuola.net, è intervenuto Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, che intervistato nel programma 24 Mattino di Radio24, ha affermato: “Le regole vanno cambiate, il sistema di regole è troppo complicato, troppo farraginoso. Le ASL non ce la fanno, non riescono a gestire tutto quello che devono. Io sono scandalizzato perché ho visto modelli stampati predisposti dalle ASL in cui si demanda al dirigente scolastico di disporre di quarantene e altro, come se fosse un personale sanitario”.
Di fatto, secondo il presidente ANP, le ASL scaricano “la patata bollente” della gestione dei casi positivi e delle quarantene sulle scuole: “Le ASL non ce la fanno a gestire questa situazione e stanno utilizzando le scuole come una sorta di loro succursale, come se fossero del persona parasanitario a cui si danno delle indicazioni e si dice ‘vedi tu di gestire il protocollo, di decidere chi mettere a casa e chi no’, è una cosa inaccettabile e ingestibile”.
Rientro senza “disastri”? Grazie ai presidi. Ma la stima è il 50% delle classi in Dad
Se il ritorno a scuola è avvenuto, quindi, senza alcun “disastro”, per usare le parole del ministro, è senza dubbio anche merito degli sforzi dei presidi. Giannelli, tuttavia, parla di enormi difficoltà di natura gestionale. E nonostante la mancanza di un sistema di rilevazione dati, di cui però ci sarebbe bisogno per consentire ad ogni scuola di avere una propria raccolta indipendente, secondo il rappresentante dei presidi è molto facile fare una stima delle classi in Dad: “La nostra stima è del 50% di classi in Dad. Basti pensare che per avere una classe in Dad alle superiori bastano tre alunni positivi, il 10% di una classe che conta in media trenta alunni. Quindi basterebbe un 10-15% di alunni per mandare intere classi in Dad. E negli ordini di scuola inferiori, bastano anche meno positivi per mandare tutti a casa”.