
Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina il Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, aveva da subito chiesto ai docenti di svolgere una riflessione nelle classi e di coinvolgere gli studenti anche nella lettura dell'art. 11 della Costituzione Italiana.
Ieri, in Consiglio dei Ministri, l'inquilino di Viale Trastevere ha espresso preoccupazione per il popolo ucraino, aggiungendo di essere pronto ad accogliere bambini e ragazzi provenienti dalle zone di guerra nelle nostre scuole, al fine di dare sostegno e aiuto all'intera comunità.
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Bianchi: "Accogliamo gli studenti ucraini"
La drammatica situazione vissuta in Ucraina sta sconvolgendo le vite anche dei più piccoli che sono costretti a scappare dalla guerra e a rifugiarsi in Paesi più sicuri e protetti. Per questo motivo, il Ministro Bianchi, con un post pubblicato su Facebook, ha voluto ribadire l'inclusività dell'Italia, soprattutto in questa fase storica. La scuola italiana, al centro del suo intervento al Consiglio dei Ministri svoltosi ieri, è aperta "Ad accogliere nelle nostre aule bambini e ragazzi ucraini costretti a lasciare il loro Paese a causa della guerra. Faremo la nostra parte, insieme, per dare sostegno e aiuto a una comunità colpita da un attacco inaccettabile" - ha sottolineato Bianchi sul social.
La guerra in Ucraina interessa gli studenti
I giovani si sentono particolarmente coinvolti e cercano risposte che la scuola contribuisce a dare, creando un visione critica e stimolante sulla questione ucraina. Dopo l'appello del Ministro Bianchi a parlare alla classi del conflitto e di discutere sulle tematiche esposte nell'art.11 della Costituzione Italiana, gli studenti hanno affermato di interessarsi molto alla questione. Secondo il sondaggio effettuato da Skuola.net, infatti, 8 su 10 negli ultimi giorni hanno affrontato l’argomento in classe e ben il 97% degli intervistati ha dedicato parte delle loro giornate all’approfondimento individuale.