
Per far fronte alle numerose richieste pervenute da molti presidi, da nord a sud della Penisola, il 10 gennaio il Ministero dell'Istruzione ha diramato una nota che fa riferimento alla possibilità di verificare il Green Pass degli studenti nelle scuole secondarie di I e II grado. La nota stabilisce che il giorno successivo alla comunicazione di due casi positivi in una classe, il dirigente scolastico, o un altro soggetto delegato, potrà prendere visione della Certificazione Verde per stabilire le diverse condizioni in cui dovrà proseguire la didattica per vaccinati e non. Non tutti però sono a favore della decisione.
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Rete degli Studenti: “L'obbligo vaccinale sarebbe stato più opportuno”
Le polemiche, infatti, non sono mancate. Luca Ianniello della Rete degli Studenti, in un'intervista rilasciata ad Adnkronos, ha giudicato inammissibile tale misura: “Sono iniziati i controlli dello stato vaccinale degli studenti nelle classi con più di un positivo. Siamo sottoposti ad un Green Pass di fatto per noi inaccettabile, perché applicato in modo discriminante ad una categoria non libera. Non è una misura da prendere con questa leggerezza. Sarebbe stato più opportuno stabilire l’obbligo vaccinale anche per noi”.
Floridia: “Giusto accogliere richiesta dei presidi ma contraria a distinzione tra studenti”
Ma anche tra le istituzioni c'è chi mostra qualche perplessità, come Barbara Floridia.La sottosegretaria all'Istruzione, che si trova d'accordo con la richiesta dei presidi avanzata nei giorni scorsi di avere uno strumento per distinguere tra chi può proseguire con la didattica in presenza, seppure in autosorveglianza, perché vaccinato, e chi deve andare in Dad. Ma i dubbi rimangono: “Raccolgo la sollecitazione dei presidi perché è corretto abbiano uno strumento che possa permettere di sapere chi ha il Green pass. Ho espresso a più riprese contrarietà verso la distinzione tra studenti in base ai vaccini, pur condividendo l’impianto complessivo degli interventi presi e l’obiettivo di mantenere aperte le scuole”.