
La matematica può sembrare uno scoglio insormontabile per molti studenti, specialmente quando ci si scontra con argomenti astratti come l'elevamento a potenza. Numeri, basi, esponenti e calcoli a mente rischiano spesso di generare solo una gran confusione.
Eppure, a volte, per sbloccare l'apprendimento basta semplicemente cambiare prospettiva. Come suggeriscono l'immagine di partenza e i numerosi contenuti a tema didattico diventati virali sui social, uno degli strumenti più efficaci per interiorizzare il funzionamento delle potenze si trova già sui nostri smartphone: è 2048, il celebre rompicapo numerico.
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Il compito insolito: imparare le potenze giocando
Un esempio lampante di questo approccio innovativo arriva da TikTok, grazie al professor Giuseppe Merante. In un suo video, il docente racconta un aneddoto molto indicativo sul suo metodo d'insegnamento: "La scuola è iniziata da due giorni e io ho già assegnato compiti sul registro. Strano, frase strana, com'è, sono impazzito, com'è, sono proprio infame?". La risposta, ovviamente, è no. Il "compito" assegnato dal professore è decisamente fuori dal comune.
"Ho dato un compito ben preciso che è quello di scaricare 2048", spiega il prof. Merante nel video. Un'assegnazione che nasconde un intento didattico profondo: "Un giochino, secondo me, molto divertente che ti permette di imparare rapidamente le potenze del 2 a memoria e comunque è anche un gioco di logica, secondo me è molto interessante, molto interattivo, molto utile, soprattutto per chi sta affrontando le potenze".
Come funziona 2048: la logica dietro il gioco
Per chi non avesse mai scaricato l'applicazione, 2048 è un gioco all'apparenza banale. Su una griglia quadrata scorrono delle tessere numerate; quando due tessere con lo stesso numero entrano in contatto, si fondono in una sola tessera che ha come valore la loro somma. Si parte dal numero due e lo scopo della partita è arrivare a generare la fatidica tessera con il numero 2048. Ma qual è il nesso logico tra questo passatempo e le lezioni di algebra?
Il cuore del gioco è l'esatta rappresentazione visiva e pratica delle potenze in base due. Ogni volta che il giocatore unisce due tessere uguali, sta letteralmente salendo di un gradino nell'esponente della potenza. Partiamo dalla base: il 2 (che matematicamente si esprime come due elevato alla prima, ovvero $2^1$). Unendo due tessere da 2, otteniamo 4 (che corrisponde a due alla seconda, $2^2$). Fondendo due tessere da 4, raggiungiamo l'8 (ovvero due alla terza, $2^3$).
Da gioco a lezione di matematica: i vantaggi del game-based learning
Man mano che si va avanti nel gioco, la sequenza numerica che si forma sulla griglia (16, 32, 64, 128, 256, 512, 1024) non è altro che la progressione geometrica delle potenze del due. Fino ad arrivare all'obiettivo finale: il 2048, che corrisponde esattamente a due elevato all'undicesima potenza ($2^{11}$).
Come sottolinea ancora il professor Merante, l'utilità di questo approccio è evidente per chi deve affrontare le basi della materia: «Io in primo devo affrontare come primo argomento le proprietà delle potenze, espressioni con le potenze, insomma, tutte queste cose qui». L'obiettivo del docente è chiaro: «Evitare di ricorrere sempre alla calcolatrice e in generale di elasticizzare il mio cervello, per aiutare il mio cervello a pensare rapidamente».
Sfruttare un'app per il "game-based learning" offre un vantaggio didattico enorme: trasforma un concetto astratto in un'azione meccanica, visibile e tangibile. Lo studente non è costretto a memorizzare a fatica che due alla quarta fa sedici, perché lo ha letteralmente "costruito" con i pollici trascinando le tessere sullo schermo.
Come conclude il prof. Merante: "Secondo me questo è un ottimo gioco, anziché usare il telefono per scrollare o per giocare ad altri videogames, può essere utile". Usare il gaming per studiare non rappresenta una distrazione, ma un ponte diretto verso l'apprendimento intuitivo. La prossima volta che vi troverete a fissare un'espressione senza sapere da dove iniziare, provate ad aprire una partita a 2048: la soluzione ce l'avete letteralmente a portata di mano.