studente studia con diversi libri aperti sul tavolo davanti a lui

Se alla fine dell'anno scolastico hai trovato la dicitura "sospensione del giudizio" sul tabellone, sappi che sei in numerosa compagnia. I dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito rivelano che il 17,7% degli studenti delle superiori (dalla prima alla quarta classe) ha ricevuto almeno un debito formativo da recuperare entro la fine dell'estate. Un dato in leggerissimo aumento rispetto al 17,5% registrato nell'anno scolastico precedente.

Indice

  1. In quale anno di corso si prendono più debiti?
  2. Indirizzi di studio a confronto: Tecnici in cima alla classifica
  3. La mappa regionale dei debiti scolastici
  4. Non ammessi: chi rischia di più la bocciatura?

 

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In quale anno di corso si prendono più debiti?

Al contrario di quanto si possa pensare, non è l'impatto con la prima superiore il momento in cui fioccano più sospensioni. Il primo anno, infatti, registra il 17,6% di rimandati, anche se sconta una percentuale più alta di bocciature dirette.

La vera "trappola" per il debito scolastico si nasconde quindi al centro del percorso. Il secondo anno, infatti, è il più "pericoloso" con il 19,7% degli studenti rimandati a settembre, mentre al terzo anno si rileva una quota del 18,2% di giudizi sospesi. Il quarto anno risulta la classe più "tranquilla", con la percentuale di debiti che scende al 15,3%. 

Anche se trovarsi con il debito scolastico da recuperare non è mai piacevole, possiamo rassicurare gli studenti con un dato, il più recente che abbiamo a disposizione dal MIM (anno scolastico 2022/23): solo 1 su 12 dei rimandati è stato effettivamente bocciato dopo l'esame.

Indirizzi di studio a confronto: Tecnici in cima alla classifica

Il percorso di studi scelto influisce parecchio sulla probabilità di portarsi dietro qualche materia durante le vacanze estive. Gli Istituti Tecnici detengono la maglia nera con il 22,6% degli alunni sospesi dal giudizio: in pratica, più di un ragazzo su quattro deve sostenere le verifiche di recupero prima dell'inizio delle nuove lezioni.

Nei Licei la percentuale di ragazzi con debito si attesta al 15,7%. Negli Istituti Professionali, invece, i sospesi sono il 14,9%, ma è bene ricordare che nei Professionali gli studenti del primo anno per cui è prevista la revisione del Progetto Formativo Individuale (PFI) vengono conteggiati tra gli ammessi.

La mappa regionale dei debiti scolastici

Le percentuali più alte di studenti con materie da recuperare si concentrano al Nord e nel Centro Italia. In testa troviamo la Valle d'Aosta con un impressionante 27,5% di rimandati (dato che nei soli Tecnici valdostani impenna addirittura al 31,4%). Seguono la Liguria con il 23,5%, il Veneto e la Sardegna entrambe al 22,9%, oltre a Lombardia e Friuli Venezia Giulia con il 22,7%.

Al Sud, invece, le quote di sospensione del giudizio risultano sensibilmente più basse: in Puglia toccano il minimo nazionale del 10,1%, seguita da Calabria (10,7%), Campania (11,1%) e Sicilia (11,2%). Il dato del Trentino-Alto Adige (0,0%) sconta l'assenza della rilevazione per la Provincia Autonoma di Bolzano.

Non ammessi: chi rischia di più la bocciatura?

Se le sospensioni del giudizio si concentrano nel biennio intermedio, la bocciatura a giugno colpisce durissimo al debutto alle superiori. Il primo anno si conferma infatti lo scoglio più duro di tutto il percorso scolastico e registra un pesante 8,7% di non ammessi.

Nel corso degli anni si concedono più chance di recupero: come abbiamo visto, salgono i sospesi in giudizio (soprattutto in seconda e terza), ma la quota di bocciature scende: siamo al 5,0% al secondo anno, al  4,6% al terzo, al 2,8% al quarto.

Osservando il percorso di studi, negli Istituti Professionali la percentuale di non ammessi sale all'8,6% — sfiorando quasi un ragazzo su dieci —, anche se al primo anno sono inclusi tra i promossi gli studenti per cui è prevista la revisione del Progetto Formativo Individuale (PFI). Negli Istituti Tecnici viene fermato il 7,9% degli studenti, mentre nei Licei il rischio di ripetere l'anno crolla drasticamente al 2,9%.

A livello regionale, la maglia nera per il tasso di bocciature spetta alla Valle d'Aosta (7,5%), seguita da Emilia-Romagna (6,9%), Toscana (6,6%) e Liguria (6,5%). Al contrario, le regioni con le percentuali più basse di non ammessi sono Umbria e Molise (entrambe al 2,9%), il Lazio (3,8%) e la Calabria (3,9%).

 

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