
Se anche tu ti ritrovi a scioglierti sul banco di scuola tra la primavera e l'inizio dell'autunno, sappi che non sei l'unico a non farcela più. Le aule italiane sono ormai dei veri e propri forni d'estate e frigoriferi d'inverno.
A lanciare l'allarme è Mario Rusconi, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (ANP) di Roma, che chiede a gran voce un Piano scuola statale: un intervento straordinario per rimettere a nuovo gli istituti del Paese, dove studiare dignitosamente sta diventando un'impresa.
Scuole vecchie e classi invivibili: i dati della denuncia
La situazione dell'edilizia scolastica in Italia non è certo una novità, ma con i picchi di temperatura degli ultimi anni il problema è diventato insostenibile. Secondo l'ANP, la maggior parte degli edifici scolastici italiani ha più di 50-60 anni e non è assolutamente strutturata per reggere i cambiamenti climatici in corso.
Il quadro delineato dai presidi evidenzia criticità enormi che colpiscono direttamente la vita di voi studenti e dei professori:
"La scarsa visibilità delle scuole italiane - afferma - è un tema che solleviamo da anni: la maggior parte hanno più di 50-60 anni e non presentano condizioni di salubrità e di igiene idonee per gli studenti e i docenti. Sono situazioni che si aggravano in inverno, anche se negli ultimi anni va meglio, ma sopratutto d'estate, da aprile fino ad ottobre le classi sono infuocate e nonostante siano stati sostituiti gli infissi in molte grazie ai fondi PNRR, questo non è sufficiente, serve un grande intervento da parte dello Stato, il prossimo Parlamento dovrebbe portare avanti una normativa in tal senso. E' sempre più' necessario avere scuole gradevoli, in condizioni di difficoltà per il caldo o il freddo, si studia male e non si realizza la formazione che noi vorremmo che i ragazzi avessero"
Perché i fondi PNRR non bastano più?
Forse avrai notato che nella tua scuola sono stati sostituiti gli infissi o rifatte le finestre grazie ai fondi europei del PNRR. Sicuramente un ottimo passo avanti, ma purtroppo si tratta di un semplice cerotto su una ferita molto più profonda.
Cambiare i vetri non basta se i muri non sono isolati e se mancano totalmente impianti di climatizzazione e ventilazione moderni. Ecco perché il mondo della scuola chiede che il prossimo Parlamento vari una normativa specifica. Proprio come si fa per le abitazioni dei privati con il Piano Casa, serve un investimento massiccio e mirato dello Stato per trasformare le aule in luoghi in cui sia piacevole (e non faticoso) entrare ogni mattina.