Indumenti vietati

Dall'anno scolastico 2026/2027, gli studenti di un istituto di Treviso avranno un freno sull'abbigliamento per andare a scuola. Il collegio docenti e il consiglio d'istituto hanno aggiornato il regolamento interno, trasformando un generico invito all'abbigliamento idoneo in una lista dettagliata di capi vietati

La notizia, riportata dal quotidiano 'Il Gazzettino', sancisce di fatto lo stop a pantaloni a vita bassa e a hot pants estremamente succinti. Una stretta che riaccende il dibattito sul dress code scolastico, tra il decoro e le rivendicazioni sulla libertà di espressione.

Indice

  1. La fine dell'ambiguità: regole chiare contro l'abbigliamento indecoroso
  2. La stretta del regolamento: il divieto per hot pants e vita bassa
  3. Tra rispetto del contesto e le proteste degli studenti

La fine dell'ambiguità: regole chiare contro l'abbigliamento indecoroso

La necessità di un giro di vite nasce dall'inadeguatezza del precedente regolamento, in cui compariva semplicemente il riferimento a un "abbigliamento idoneo". Secondo la dirigente scolastica, questa formulazione lasciava troppo spazio alle interpretazioni personali e un ampio margine di soggettività ai ragazzi. Da qui l'esigenza di stabilire criteri concreti e oggettivi per definire cosa sia adeguato o meno.

La decisione è maturata osservando quotidianamente il reale comportamento degli studenti all'interno dell'istituto. La presidenza ha infatti notato outfit giudicati non solo inappropriati, ma che sfociavano in modalità indecorose, se non addirittura offensive e provocatorie. Il nuovo regolamento, approvato lo scorso anno assieme a direttive su condotta e uso dei cellulari, mira proprio a colmare questi vuoti interpretativi per non lasciare l'onere della valutazione al singolo docente.

La stretta del regolamento: il divieto per hot pants e vita bassa

Il testo fissa confini inequivocabili, scendendo nei dettagli di ciò che non può più varcare la soglia delle aule. Tra i casi specifici messi all'indice figurano i pantaloni portati tanto bassi da lasciare scoperto il deretano, persino quando questo rimane comunque coperto dalla biancheria intima. Stessa sorte per le studentesse che scelgono di indossare hot pants così succinti da esporre le natiche.

Questi divieti mirano a bloccare l'abitudine di esporre parti del fondoschiena, fornendo a studenti e famiglie indicazioni molto più definite e pratiche rispetto al passato.

"Non siamo in spiaggia, né in discoteca"

La dirigenza è ben consapevole che queste indicazioni vanno inevitabilmente a scontrarsi con le mode e le tendenze attuali tra gli adolescenti. Tuttavia, la preside sottolinea come il provvedimento sia essenziale per educare al rispetto dei luoghi e delle persone con cui si convive: "A scuola non siamo in spiaggia, né in discoteca".

L'obiettivo dell'istituto non è quello di annullare la personalità dei ragazzi, tanto che la dirigenza ribadisce che ben venga l'originalità nell'esprimersi, purché non vengano sacrificati la buona educazione e il senso della misura

Nonostante le rassicurazioni, però, la novità non è stata digerita da tutta la popolazione studentesca: tra i corridoi c'è chi bolla i nuovi divieti come "misure senza senso", lamentando una forte limitazione dell'espressione della propria personalità.

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