
C’è il dress code scolastico, con le sue regole più o meno scritte, che vorrebbe studenti e studentesse sempre vestiti in modo “adeguato” al contesto scolastico.
E poi c’è il caldo che entra in classe prima ancora dell’inizio delle lezioni. In un istituto comprensivo in provincia di Gorizia, la dirigente scolastica ha emanato una circolare per affrontare il problema delle temperature nei plessi.
Secondo quanto riportato da Orizzonte Scuola, l’allarme è scattato quando i termometri hanno superato i 30 gradi e in alcune aule, già alle 8 del mattino, si sfioravano i 26 gradi.
Da qui la decisione di dare indicazioni pratiche alle famiglie: bambini vestiti con abiti leggeri, nessun divieto per shorts e canottiere, attenzione all’idratazione e possibilità, per chi lo ritenga opportuno, di ritirare i figli in anticipo.
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Shorts e canottiere contro il caldo in classe
La circolare, diffusa lo scorso 29 maggio, riguarda il microclima nei plessi scolastici. L’obiettivo è rispondere a una situazione concreta: il caldo nelle aule e la difficoltà di garantire condizioni pienamente confortevoli durante le lezioni.
Per questo la preside ha consigliato ai genitori di mandare i bambini a scuola con vestiti più leggeri, senza escludere pantaloncini corti e canottiere.
Una scelta che ribalta, almeno temporaneamente, uno dei temi più discussi ogni anno con l’arrivo dell’estate: cosa si può indossare a scuola quando le temperature salgono? In questo caso, però, la questione non è il decoro dell’abbigliamento, ma il benessere degli alunni.
L’uscita anticipata lasciata alle famiglie
La dirigente ha anche suggerito un'alternativa: per le famiglie che ne abbiano la possibilità e che lo ritengano opportuno, i bambini possono essere ritirati al termine della quinta ora, quindi prima dell’uscita ufficiale delle 13:24.
Una misura che, proprio per questo, ha sollevato qualche perplessità: se per seguire le lezioni servono spostamenti continui, cambi di aula o uscite anticipate, il problema non riguarda più solo il modo in cui ci si veste, ma anche le condizioni degli edifici scolastici.
Secondo quanto riportato, una rappresentante della primaria ha infatti chiesto se sia normale, per poter fare lezione, dover cambiare aula, spostarsi in palestra o cercare spazi più freschi all’interno della scuola.
Le soluzioni provvisorie della scuola
L’istituto ha cercato di intervenire con alcune soluzioni tampone. Nei giorni più caldi, i bambini del secondo piano, esposto a sud, sono stati trasferiti a rotazione in palestra, l’unico ambiente climatizzato.
Alle medie, invece, alcune classi sono state spostate verso l’aula informatica, l’auditorium o locali liberi più freschi, esposti a nord.
La dirigente avrebbe anche verificato il funzionamento dell’impianto di ricambio dell’aria: acceso già dalle 6 del mattino, ma senza miglioramenti significativi dopo mezz’ora. Con porte chiuse sugli spazi comuni e aperte verso l’esterno, le temperature si sarebbero comunque fermate intorno ai 26 gradi.