
La situazione di emergenza generata dal coronavirus si sta espandendo velocemente non solo in Italia ma in gran parte del mondo. Tra i primi provvedimenti che solitamente si prendono quando la situazione diventa preoccupante c'è sicuramente quello di chiudere le scuole, sospendendo la didattica frontale, per tenere i ragazzi a casa e non esporli al contagio. Quello che, appunto, è sin da subito avvenuto nel nostro Paese, dove le attività didattiche sono state sospese ormai su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile. Ma le stesse misure sono già state adottate a livello europeo e globale. L'UNESCO (l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa, tra le altre cose, proprio di 'educazione'), ha pubblicato un report che ci aiuta a capire qual è il quadro attuale.
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Scuole chiuse in Europa e nel mondo
Ad oggi, così come segnala l'Unesco, sono già 16 i paesi del mondo che hanno fermato ogni attività educativa 'in presenza', per un totale di più di 360 milioni di studenti a casa (tra scuole e università). L'Italia e la Georgia, al momento, sono gli unici stati europei presenti nella lista, gli altri sono tutti in Asia, soprattutto orientale (Cina e Giappone su tutti). Ma non è finita qui, però, perché altri 16 stati stanno procedendo in questi giorni a chiusure selettive, a seconda delle zone in cui i contagi stanno aumentando più velocemente. Ponendo il caso che, anche lì, si optasse per la chiusura totale il numero dei ragazzi coinvolti arriverebbe a sfiorare il miliardo (800 milioni delle scuole più circa 130 milioni di universitari).
Coronavirus, le nazioni che hanno chiuso tutte le scuole e le università
Ma quali sono le nazioni che hanno stoppato del tutto la didattica frontale? Oltre all'Italia, l'elenco comprende: Azerbaijan, Bahrain, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Georgia, Iran, Iraq, Italia, Giappone, Kuwait, Libano, Mongolia, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi. Sommando tutti gli studenti cittadini di questi paesi - 305 milioni scolari e quasi 58 milioni - si arriva a un totale di 363 milioni. Solo la Cina ha 275 milioni di ragazzi che non possono frequentare scuole e atenei, 18,5 milioni l'Iran, che supera il Giappone (16,5 milioni di studenti fermi) ma solo perché nel Paese del 'Sol Levante' gli universitari sono in pieno spring break (la sosta primaverile).
Coronavirus, gli Stati che hanno optato per lo stop parziale delle scuole
In altre parti del mondo, invece, le scuole sono state chiuse in modo parziale. Ad esempio, in Francia lo stop sta riguardando solo i dipartimenti dell'Oise e dell'Alto Reno, la Corsica e alcune città sparse. Scuole chiuse a macchia di leopardo anche in Germania: per il momento le regioni interessare sono la Baviera, la Bassa Sassonia, il Baden-Wurttemberg, la Renania Settentrionale-Vestfalen, il Brandeburgo (dove però non tutti gli istituti hanno chiuso i cancelli) più qualche scuola qui e là. Stesse dinamiche in Grecia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia e Ucraina. Volgendo lo sguardo ad altri continenti, in Afghanistan scuole chiuse nella regione di Herat, mentre in Bhutan sono chiuse in tre distretti. Pausa forzata ma a intermittenza anche in India, Cambogia, in Vietnam, nel sud del Pakistan, in Palestina, in alcune aree delle Filippine. Pure gli Stati Uniti iniziano pian piano a chiudere le scuole. Alla fine, considerando solo queste nazioni, con lo stop generale si arriverebbe a 567 milioni di studenti (495 di scuola, 72 di università). Ma la situazione è in continua evoluzione.
Scuole chiuse, in Italia al via la didattica a distanza
Con le scuole chiuse in tutto il territorio italiano, però, la didattica non si ferma. Il ministero dell'Istruzione ha attivato da alcuni giorni una sezione dedicata sul proprio sito ufficiale in cui è possibile accedere a dati, contenuti e piattaforme certificate per le lezioni a distanza. Un ambiente di lavoro virtuale in progress a supporto delle scuole per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Allo stesso tempo, il Ministero ha pubblicato due call per tutte le realtà che vogliono sostenere le iniziative di didattica a distanza.